Morto a 75 anni il celebre interprete del personaggio Pierino
Alvaro Vitali è morto all’età di 75 anni. L’attore romano, noto per aver incarnato il personaggio di Pierino in decine di commedie erotiche italiane tra gli anni Settanta e Ottanta, è stato stroncato da una broncopolmonite recidiva, malattia che lo aveva costretto al ricovero due settimane fa. Proprio ieri aveva firmato per essere dimesso, ma nelle ore successive le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate, portandolo alla morte.
Con oltre 150 titoli all’attivo, Vitali è stato uno dei volti più riconoscibili e amati del cinema popolare italiano. Il suo personaggio più celebre, lo scolaro insolente e irriverente Pierino, ha segnato un’epoca di grande successo commerciale e ha rappresentato un’icona del genere “commedia sexy all’italiana”.
Scoperto da Federico Fellini, che lo volle in piccoli ruoli nei film Fellini Satyricon, I clowns, Roma e Amarcord, Vitali si era distinto per un volto espressivo e una risata contagiosa. La sua carriera decollò definitivamente negli anni Settanta, quando fu ingaggiato dalla casa di produzione Dania Film di Luciano Martino, specializzata in pellicole brillanti a sfondo erotico.
Tra i film più noti figurano L’insegnante, La liceale, La poliziotta della squadra buon costume, L’onorevole con l’amante sotto al letto, titoli diventati veri cult. Al fianco di attrici come Edwige Fenech, Gloria Guida e Nadia Cassini, Vitali incarnava la spinta comica in una formula cinematografica che mescolava malizia e comicità slapstick, riuscendo a conquistare generazioni di spettatori.
(credits: Emanuele Carioti)
Nato a Roma il 3 febbraio 1950 da una famiglia di modeste origini, Vitali non ebbe un’infanzia facile. I genitori, spesso assenti, lo affidarono alla nonna che lo mandò in collegio. Abbandonati gli studi dopo la terza media, cominciò a lavorare come elettricista. Il suo destino cambiò radicalmente grazie all’incontro con Fellini, che rimase colpito dal suo volto singolare.
Dopo il periodo d’oro del cinema erotico, con pellicole come Pierino contro tutti, Pierino colpisce ancora e Pierino medico della S.A.U.B., l’attore tentò la via della televisione. A Striscia la notizia si fece notare per l’imitazione del dirigente Ferrari Jean Todt, e partecipò anche a La Talpa, reality show da cui dovette ritirarsi a causa di problemi respiratori.
Negli ultimi anni, Vitali si era mantenuto con spettacoli di cabaret insieme alla moglie Stefania Corona, cantautrice ed ex compagna con cui aveva condiviso 27 anni di vita. La loro relazione, tuttavia, era giunta al termine qualche tempo fa. In una delle sue ultime apparizioni televisive, ieri pomeriggio, l’attrice aveva respinto in diretta una richiesta pubblica dell’attore di tornare insieme.
Nell’ultima fase della sua carriera, dopo un lungo periodo di assenza dal grande schermo, era stato richiamato da Carlo Verdone per un ruolo nella quarta stagione della serie Vita da Carlo, attesa su Paramount+ in autunno. Un ritorno che sembrava preludere a una nuova stagione professionale, interrotta però dal sopraggiungere della malattia.
Vitali lascia un figlio, nato dal primo matrimonio, e un nipote. Più volte aveva espresso amarezza per l’oblio in cui era caduto: “Ho girato 150 film e prendo 1300 euro di pensione”, aveva dichiarato in una delle sue ultime interviste. Un bilancio amaro per chi aveva rappresentato, a modo suo, una fetta rilevante della cultura popolare italiana del Novecento.
Il personaggio di Pierino, con la sua comicità dissacrante e infantile, rappresentava un’Italia che oggi sembra lontana, ma che attraverso Vitali continua a vivere nella memoria collettiva. Erede di un linguaggio comico fisico e immediato, l’attore ha attraversato le stagioni del cinema italiano lasciando un segno riconoscibile e duraturo.
Il mondo dello spettacolo lo aveva in gran parte dimenticato, ma la sua figura ha continuato a resistere nella nostalgia di chi ha vissuto quegli anni. Con la sua morte si chiude definitivamente una pagina del cinema italiano, quella dei film spensierati e licenziosi che, al di là della critica, seppero intrattenere milioni di persone.
