Italia, Croazia e Slovenia attive lungo la rotta balcanica
La Polizia di Stato ha avviato il 16 giugno pattugliamenti congiunti con le forze dell’ordine di Croazia e Slovenia nell’area di Cetingrad, in Croazia, nei pressi della frontiera con la Bosnia Erzegovina. L’iniziativa è finalizzata a contenere i flussi migratori irregolari lungo la rotta balcanica, contrastare il traffico di esseri umani e rafforzare la sicurezza interna.
L’operazione rientra nel quadro della cooperazione trilaterale istituita tra i Ministeri dell’Interno dei tre Paesi, che da circa un anno e mezzo promuove azioni coordinate per la tutela dello spazio Schengen. Il progetto trae origine da un Memorandum d’Intesa siglato il 20 gennaio 2025 a Nova Gorica dai capi delle tre forze di polizia, con la presenza dei rispettivi Ministri dell’Interno.
Cetingrad è stata scelta come zona di intervento poiché rappresenta uno dei varchi preferiti dai migranti che, attraversando il tratto croato più vicino alla Slovenia, tentano di entrare nell’Unione Europea. I pattugliamenti prevedono la presenza congiunta di agenti italiani, sloveni e croati in modalità mista, sia a bordo di veicoli – messi a disposizione dalla Croazia – sia a piedi, in aree boschive difficilmente accessibili con mezzi.
La fase sperimentale durerà tre mesi e si inserisce nel contesto del rafforzamento dei controlli alle frontiere interne dell’UE, conseguenza dell’aggravarsi delle crisi internazionali in Medio Oriente e Ucraina. L’Italia e la Slovenia hanno già ripristinato parte dei controlli, in risposta al peggioramento delle condizioni di sicurezza nel continente.
