Zelensky accusa Mosca: “Attacco diretto ai civili”
Un nuovo attacco russo ha colpito Sumy, nell’Ucraina nord-orientale, provocando almeno tre morti e diversi feriti. A denunciare l’offensiva è stato il presidente Volodymyr Zelensky, che tramite i social ha parlato di una “azione intenzionale contro la popolazione civile”, condotta attraverso lanciarazzi multipli. Sul posto sono ancora in corso le operazioni di soccorso da parte delle squadre d’emergenza locali.
Secondo le autorità ucraine, i razzi hanno colpito strade residenziali e palazzi abitati, danneggiando infrastrutture civili. Un ordigno, rimasto inesploso, ha sfondato una parete in un appartamento al nono piano, senza esplodere. Il presidente ha definito questo episodio come simbolico della persistente volontà russa di proseguire nel conflitto, senza alcuna intenzione di arrestare l’offensiva militare.
Zelensky ha sottolineato che Mosca continua a colpire quotidianamente centri urbani e aree abitate, ribadendo la necessità di una reazione internazionale incisiva. Ha rivolto un appello ai Paesi occidentali, in particolare agli Stati Uniti e all’Unione Europea, affinché rafforzino il sostegno militare all’Ucraina e intensifichino la pressione diplomatica ed economica sulla Russia, con ulteriori sanzioni.
Nel frattempo, una delegazione governativa ucraina è giunta a Washington per una serie di colloqui con funzionari statunitensi. L’agenda prevede discussioni sulle esigenze di difesa militare, sull’evoluzione del conflitto e sull’adozione di nuove misure contro Mosca. L’incontro rappresenta un nuovo tentativo di rafforzare la cooperazione strategica tra Kiev e gli alleati occidentali.
Sul fronte opposto, Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ha dichiarato che i colloqui tra Russia e Ucraina “non sono destinati al compromesso”, ma servono a ottenere la “vittoria totale” di Mosca. Attraverso il suo canale Telegram, ha sostenuto che l’obiettivo del Cremlino resta quello di eliminare il potere politico ucraino attuale, definito da lui “neonazista”.
Tali dichiarazioni confermano l’assenza di margini per una soluzione negoziata nel breve periodo, mentre i bombardamenti continuano a colpire il territorio ucraino.
