Aveva 88 anni, argentino, guidò la Chiesa dal 2013 al 2025
Alle 7:35 di questa mattina è stata comunicata ufficialmente la morte di Papa Francesco, all’anagrafe Jorge Mario Bergoglio, all’età di 88 anni. L’annuncio è stato dato dal cardinale Kevin Farrell, che ha parlato a nome della Santa Sede: “Alle ore 7:35 il Vescovo di Roma è tornato alla casa del Padre”. Con queste parole si è aperta la comunicazione ufficiale sulla scomparsa del pontefice argentino, primo Papa gesuita e sudamericano nella storia della Chiesa.
Il cardinale camerlengo, come da prassi, ha verificato il decesso alla presenza del maestro delle celebrazioni liturgiche e del cancelliere della Camera Apostolica, che ha redatto il documento di morte. Dopo l’accertamento, sono stati apposti i sigilli alla camera e allo studio papale. Il vicario di Roma ha successivamente dato notizia dell’avvenimento, seguito dai rintocchi a martello delle campane di San Pietro e dalla chiusura parziale del portale bronzeo della basilica.
La salma del Pontefice è stata composta secondo il rito: indossava mitria bianca, casula rossa e pallio bianco con croci nere. I medici vaticani hanno curato la vestizione. Il corpo è stato poi trasferito nella Basilica di San Pietro, dove sarà esposto per tre giorni per l’omaggio dei fedeli.
Il messaggio del cardinale camerlengo che annuncia la morte del Papa
Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte del nostro santo Padre Francesco. Alle ore 7.35 di questa mattina, il Vescovo di Roma Francesco è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della sua Chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio e amore universali, in modo particolare a favore dei più poveri ed emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio davvero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima del Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino. Grazie
Dodici anni di pontificato
Il pontificato di Papa Francesco, iniziato il 13 marzo 2013, si è esteso per 12 anni. In questo periodo il Pontefice ha attraversato diverse crisi globali: la pandemia da Covid-19, i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, e vari cambiamenti all’interno della Chiesa.
Durante il suo mandato, Francesco ha promulgato 4 encicliche: Lumen fidei, Laudato si’, Fratelli tutti e Dilexit nos. Ha inoltre firmato 7 esortazioni apostoliche: Evangelii gaudium, Amoris laetitia, Gaudete et exsultate, Christus vivit, Querida Amazonia, Laudate Deum e C’est la confiance.
Ha convocato 10 Concistori, nominando 163 cardinali, di cui 133 elettori e 30 non elettori. Le canonizzazioni durante il suo pontificato sono state 942, di cui 23 per equipollenza. Le restanti 919 sono avvenute in 18 cerimonie pubbliche: 15 in Vaticano, 3 all’estero (Stati Uniti, Sri Lanka, Portogallo).
Il Papa ha presenziato a 4 Giornate Mondiali della Gioventù: Rio de Janeiro 2013, Cracovia 2016, Panama 2019 e Lisbona 2023. Ha ricevuto 328 visite ufficiali da parte di capi di Stato e di governo. I suoi viaggi apostolici internazionali sono stati 47, in 66 Paesi diversi. A questi si aggiungono 40 visite pastorali in 49 località italiane.
La figura di Francesco: gesti e scelte
Francesco è stato un Papa segnato più dai gesti che dalle dichiarazioni ufficiali. Dalla rinuncia all’appartamento nel Palazzo Apostolico alla scelta di vivere nella Casa Santa Marta, fino alle ferie passate in Vaticano, tutto ha delineato un pontificato improntato alla sobrietà.
Tra le immagini più forti restano quelle del 15 marzo 2020, quando, in piena pandemia, il Pontefice ha pregato da solo in via del Corso, nella chiesa di San Marcello, davanti al Crocifisso invocando la fine dell’epidemia. Analoga scena si è verificata nella Piazza San Pietro deserta e piovosa, quando ha pregato davanti alla stessa immagine e a quella della Salus Populi Romani, alla quale era solito rivolgersi prima e dopo ogni viaggio apostolico.
Francesco ha rinunciato a simboli come l’anello d’oro e ha scelto un anello piscatorio in argento, ha portato un orologio di plastica, è andato personalmente dall’ottico per cambiare gli occhiali e in un negozio sanitario per acquistare scarpe ortopediche. Ha utilizzato un’automobile di piccola cilindrata e non ha voluto oggetti di lusso. La sua apertura verso la gente è stata continua, anche attraverso telefonate personali e selfie concessi ai fedeli.
Le reazioni istituzionali
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha descritto la scomparsa del Pontefice come un “momento di grande sofferenza per tutta la Chiesa”, invitando le diocesi italiane a suonare le campane in segno di lutto e promuovere momenti di preghiera. Ha ricordato che il Papa ha insegnato che “tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre”.
Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha parlato di “vuoto immenso” lasciato dalla sua morte. Ha ricordato le parole di pace, i gesti di misericordia e il richiamo costante alla fratellanza tra popoli.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che Francesco “ha ispirato milioni di persone anche oltre la Chiesa cattolica”. Ha sottolineato il suo amore per i più deboli e ha auspicato che il suo esempio continui a orientare il mondo verso maggiore giustizia e compassione.
Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha espresso il suo cordoglio, definendolo il “Papa del popolo” e ricordando il suo impegno per la vita, la pace e la giustizia sociale.
Dal Medio Oriente è arrivato il messaggio del presidente israeliano Isaac Herzog, che ha lodato Francesco come “uomo di profonda fede e infinita compassione”, sottolineando il suo costante richiamo alla pace e auspicando che il suo appello venga accolto nella regione.
Con un messaggio diffuso nella mattinata, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Papa Francesco, sottolineando il significato del suo operato e la vicinanza che ha sempre dimostrato verso le fasce più fragili della società.
Bistocchi ha ricordato che il mondo intero si è svegliato addolorato di fronte alla notizia della scomparsa del Pontefice. Ha evidenziato come Jorge Mario Bergoglio, primo Papa proveniente dall’America Latina, abbia scelto di chiamarsi Francesco per indicare fin dall’inizio la sua attenzione verso la povertà e la semplicità, facendo riferimento diretto al santo di Assisi.
Nel suo intervento, la presidente ha descritto il Pontificato di Papa Francesco come segnato da principi di inclusione e attenzione verso chi vive ai margini. Ha messo in risalto il valore simbolico del suo sorriso e delle parole pronunciate in anni segnati da crisi e conflitti internazionali.
L’impegno del Pontefice per la pace, la solidarietà e l’accoglienza è stato indicato da Bistocchi come un’eredità morale che va custodita. Ha auspicato che il lavoro svolto dal Papa non venga dimenticato e che il suo messaggio continui a rappresentare un punto di riferimento per credenti e non.
È morto Papa Francesco. A esprimere cordoglio è l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis, che ha diffuso un messaggio in cui ricorda l’impegno costante del Pontefice, sottolineando come abbia “testimoniato la gioia del Vangelo e la fraternità fino all’ultimo giorno”. L’arcivescovo ha citato anche l’ultima visita del Papa ai detenuti nel giorno del Giovedì Santo, indicandola come simbolo di una Chiesa vicina alle persone.
In segno di lutto, oggi, lunedì 21 aprile, le campane delle chiese dell’Arcidiocesi suoneranno a morto alle ore 11. Domani, 22 aprile, tutte le parrocchie celebreranno una messa in suffragio per il Pontefice. Nella stessa giornata, alle ore 18, sarà lo stesso arcivescovo Maffeis a presiedere la celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia.
Con un comunicato diffuso in giornata, la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha espresso il cordoglio della città per la morte di Papa Francesco, ricordandone il ruolo nella società contemporanea e il contributo offerto a temi come la pace, la giustizia sociale e la salvaguardia ambientale.
Nel messaggio ufficiale, Ferdinandi ha sottolineato come la comunità perugina si unisca idealmente al dolore manifestato in ogni parte del mondo. Il Pontefice, ha ricordato la sindaca, ha rappresentato un riferimento per chi ha creduto nella solidarietà e nel rispetto della dignità di ogni essere umano.
La figura di Papa Francesco, secondo la prima cittadina, ha assunto un significato rilevante ben oltre la dimensione religiosa. Le sue parole, ha dichiarato Ferdinandi, hanno spesso superato i confini ecclesiastici per orientare l’opinione pubblica verso una maggiore attenzione agli ultimi, alla costruzione di una società equa e all’urgenza di risposte comuni di fronte alle crisi globali.
Uno dei passaggi centrali del comunicato riguarda l’impegno del Papa per l’ambiente, testimoniato dall’enciclica “Laudato Si'”, pubblicata nel 2015. Secondo Ferdinandi, questo testo ha rappresentato una svolta nel modo in cui l’umanità è stata chiamata a rapportarsi con il pianeta. La sindaca ha rimarcato l’insistenza del Pontefice sulla necessità di una responsabilità collettiva e sulla connessione tra giustizia sociale ed ecologia.
Il documento della prima cittadina si sofferma anche sulla coerenza dimostrata da Papa Francesco nel difendere le persone vulnerabili e nel rivolgere continui appelli alla classe dirigente internazionale. Particolare rilievo è stato dato a una delle sue ultime dichiarazioni, in cui il Pontefice ha chiesto di abbandonare la “logica della paura” per destinare le risorse disponibili al contrasto della povertà e alla promozione della pace.
Nella nota, Ferdinandi ha inoltre elogiato l’impegno del Papa per il dialogo interreligioso e interculturale, sottolineando il contributo dato nel creare relazioni tra comunità diverse, spesso divise da conflitti o pregiudizi.
In chiusura, la sindaca ha invitato la cittadinanza a un momento di riflessione collettiva. Ha proposto di ricordare Papa Francesco attraverso l’impegno quotidiano, mantenendo vivi i principi che lo hanno guidato: cooperazione, giustizia, rispetto dell’ambiente, attenzione agli emarginati.
Il comunicato termina con un richiamo all’eredità lasciata dal Pontefice, che – come scrive Ferdinandi – potrà continuare a orientare scelte e comportamenti, contribuendo a costruire una società più giusta e responsabile.
I Vescovi dell’Umbria esprimono dolore per la scomparsa di Papa Francesco, deceduto dopo dodici anni di pontificato iniziato nel 2013. I presuli lo ricordano per l’impegno costante nel servizio alla Chiesa e al Vangelo, svolto con disponibilità e sobrietà.
Particolare rilievo viene dato all’incontro avvenuto nel corso della Visita ad limina Apostolorum del marzo 2024, occasione in cui il dialogo con il Pontefice fu improntato alla familiarità e alla condivisione di temi ecclesiali.
I Vescovi menzionano anche le visite pastorali in Umbria, tra cui quelle ufficiali a Assisi e Santa Maria degli Angeli, e quelle più riservate ai monasteri di Vallegloria a Spello e al Protomonastero di Assisi.
Viene inoltre richiamata la presenza del Papa accanto alle comunità colpite dal sisma, in particolare la visita del 4 ottobre 2016 a San Pellegrino di Norcia.
I presuli affidano infine il Pontefice alla misericordia divina, invocando l’intercessione dei santi e beati umbri: Benedetto da Norcia, Francesco e Chiara d’Assisi, Angela da Foligno, Rita da Cascia, Carlo Acutis e madre Speranza.
La scomparsa di Papa Francesco è stata definita da Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi, come la perdita di una figura centrale per l’intera umanità. Il pontefice, scomparso ieri, aveva espresso fino all’ultimo messaggi contro il riarmo e a favore della pace, denunciando le conseguenze di un possibile conflitto mondiale diffuso. Il suo pontificato aveva segnato un ritorno alle radici del messaggio cristiano, orientando la Chiesa verso i più deboli e le periferie, sia geografiche sia esistenziali.
Nel suo magistero, Papa Francesco ha messo al centro la dignità della persona, il valore del bene comune e la necessità di una cura reciproca tra individui e popoli. Le sue encicliche, i suoi gesti quotidiani e le dichiarazioni pubbliche hanno evidenziato una costante opposizione alla guerra, alla logica dello sfruttamento e all’indifferenza globale. Per Pagliarulo, la sua azione ha dato concretezza a un’idea di fratellanza universale e giustizia sociale.
Nel ricordare il pontefice, l’Anpi ha sottolineato l’impatto del suo insegnamento anche fuori dalla dimensione religiosa. La visione proposta da Francesco, secondo l’associazione, ha saputo coniugare spiritualità e attualità politica, promuovendo un approccio all’ecologia umana e ambientale con forte rilevanza sociale e civile. La sua denuncia contro “la guerra a pezzi” rappresenta, per l’Anpi, un richiamo costante alla responsabilità collettiva delle nazioni.
La figura di Papa Francesco rimane, secondo Pagliarulo, un simbolo globale per quanti si battono contro l’ingiustizia e per un mondo fondato su pace, solidarietà e diritti.
Il presidente Joseph Aoun ha definito la morte di Papa Francesco come la perdita di “un caro amico” e di “un sostenitore convinto” del Libano. In un comunicato ufficiale, Aoun ha ricordato l’impegno del Pontefice per la difesa dell’identità libanese, sottolineando i numerosi appelli lanciati dal Papa per la protezione del Paese e della sua diversità culturale e religiosa. Il capo di Stato, unico presidente cristiano del mondo arabo, ha descritto il Papa come “una voce rilevante per la giustizia e la pace” e un promotore del dialogo tra le religioni. Aoun ha aggiunto che il Libano conserverà viva la memoria delle sue parole.
Giorgia Meloni, durante un intervento al TG1, ha ricordato con commozione Papa Francesco, sottolineando il legame personale che li univa. La presidente del Consiglio ha parlato di un rapporto frequente e diretto con il pontefice, descritto come una figura aperta al dialogo e attenta ai dettagli della vita quotidiana.
Secondo quanto riferito, Meloni ha ricordato in particolare un episodio legato alla figlia, i cui disegni erano conservati in un cassetto dell’ufficio del Papa. Il gesto, definito semplice ma significativo, è stato citato come esempio della sensibilità di Francesco.
La premier ha affermato che il Papa sarà ricordato come il “pontefice della gente” e che la sua presenza mancherà non solo al mondo intero ma anche a lei sul piano personale. Ha sottolineato come la sua figura fosse in grado di unire il peso delle responsabilità con l’attenzione alle persone comuni.
Nel suo intervento, Meloni ha parlato di una quotidianità fatta di incontri e scambi informali, senza retorica, segnata dalla possibilità di affrontare qualsiasi tema con sincerità. Il suo ricordo è stato quello di una figura vicina, con cui era possibile costruire un dialogo vero.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) ha espresso cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco, rivolgendo vicinanza alle “sorelle e ai fratelli cristiani” e condividendo il dolore dei fedeli. Il messaggio sottolinea che, nonostante segnali di miglioramento nelle ultime settimane, la notizia della morte ha colto tutti di sorpresa. L’Ucei ricorda come il pontificato del Papa, segnato dal Giubileo in corso, si sia sviluppato in un contesto di profondi mutamenti e crisi internazionali. Nelle sue ultime dichiarazioni, il Pontefice ha evidenziato la necessità di vigilare sull’aumento dell’antisemitismo, tema ritenuto centrale dal mondo ebraico italiano.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso dolore per la scomparsa di Papa Francesco, definendola una perdita che lascia un vuoto rilevante. Ha ricordato come il pontefice abbia rappresentato un punto di riferimento personale e collettivo, sottolineando l’effetto che la notizia ha suscitato in Italia e nel mondo.
Nel suo messaggio, Mattarella ha evidenziato come l’insegnamento del Papa abbia richiamato costantemente il messaggio del Vangelo, la solidarietà tra le persone, la vicinanza verso i fragili, la collaborazione tra Stati e il valore della pace.
Ha inoltre ribadito che il modo migliore per onorarne la memoria consiste nel trasformare la riconoscenza in responsabilità, proseguendo l’impegno verso i principi e gli obiettivi che Papa Francesco ha promosso durante il suo pontificato.
Proprio nel Lunedì dell’Angelo, giornata che nel calendario cristiano celebra la vittoria della vita sulla morte, è morto Papa Francesco. Il pontefice argentino, salito al soglio di Pietro nel 2013, ha concluso il suo cammino terreno nel giorno che ricorda la Resurrezione, lasciando un segno profondo nella storia recente della Chiesa cattolica.
Il suo pontificato è stato caratterizzato – come scrive in post su Facebook l’On. Marco Squarta – da una costante attenzione agli emarginati e da un linguaggio diretto. Ha scelto di stare vicino ai deboli, di parlare poco e agire molto, orientando il suo servizio al Vangelo vissuto quotidianamente. Ha cercato Dio tra gli ultimi, tra chi soffre, tra coloro che non hanno voce.
Ha usato parole semplici per lanciare messaggi forti. Non ha temuto di affrontare questioni scomode e ha invocato la pace in scenari segnati dalla guerra. La sua umiltà ha contraddistinto ogni gesto pubblico, rifiutando privilegi e protocolli rigidi, scegliendo la sobrietà come forma di testimonianza.
Il mondo lo saluta con commozione. Il suo insegnamento rimane come traccia viva. Il suo pontificato ha mostrato che la fede non è solo dottrina, ma anche accoglienza concreta. Per molti, la sua figura ha rappresentato una Chiesa capace di avvicinarsi, ascoltare, comprendere.
Il giorno della sua morte coincide con una data simbolica. Il ritorno al Padre avviene nel tempo liturgico che celebra la speranza. Le comunità credenti si stringono ora nella preghiera, riconoscenti per una guida che ha fatto della semplicità uno strumento pastorale.
Il messaggio lasciato da Papa Francesco continuerà a parlare. Nella memoria collettiva rimarranno la sua scelta per i poveri, la ricerca instancabile di giustizia e l’invito costante al dialogo. La sua testimonianza accompagnerà la Chiesa nel cammino futuro.
In una dichiarazione ufficiale, l’arcivescovo Stephen Cottrell, attuale guida temporanea della Chiesa anglicana, ha riconosciuto l’impegno di Papa Francesco nel promuovere percorsi innovativi per la Chiesa. Cottrell ha evidenziato la consapevolezza del Pontefice riguardo alle fratture tra le confessioni cristiane e ha richiamato l’attenzione sulla collaborazione tra Francesco e l’allora arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, per favorire iniziative di pace in Sud Sudan.
Il capo anglicano ha anche ricordato il lato umano del Pontefice, descrivendolo come persona vivace e coinvolgente, sottolineando la sua capacità di creare rapporti sinceri. Cottrell esercita attualmente la funzione di arcivescovo in attesa della nomina del successore di Welby, dimessosi nel mese di novembre dopo le rivelazioni di un’inchiesta indipendente. L’indagine ha collegato Welby alla copertura parziale degli abusi commessi da John Smyth, avvocato e organizzatore di campi estivi per giovani cristiani, coinvolto in violenze su minori.
L’associazione GayLib ha chiesto alla Chiesa cattolica di proseguire nel percorso di dialogo e accoglienza verso le persone lgbt+, indicato durante il pontificato di Papa Francesco. In una nota diffusa in seguito alla scomparsa del pontefice, il presidente Luca Maggioni e il segretario Daniele Priori hanno sottolineato la necessità di non interrompere l’apertura avviata in questi anni. Secondo GayLib, in un contesto segnato da crescenti episodi di intolleranza e discriminazione – con particolare riferimento alla transfobia e all’omofobia, spesso legittimate da autorevoli figure internazionali – il ruolo della Chiesa può contribuire alla costruzione di un tessuto sociale più coeso.
Il gruppo ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Papa Francesco, riconoscendo nel suo pontificato un punto di svolta sul piano del confronto tra istituzioni religiose e minoranze sessuali. Per Maggioni e Priori, è fondamentale che le diocesi proseguano con l’approccio pastorale improntato all’ascolto, già avviato in diversi territori. In tal modo, hanno affermato, sarà possibile dare continuità concreta al messaggio universale promosso dal pontefice argentino, rendendo la Chiesa più vicina alla complessità della società contemporanea.
A detta dell’associazione, nonostante il mutato scenario politico internazionale, segnato da un ritorno a forme di esclusione e chiusura, il magistero di Francesco deve rimanere un riferimento costante. La linea della Chiesa, sostengono, deve tenere il passo del cammino già tracciato, resistendo a ogni spinta regressiva.
Il presidente Vladimir Putin ha espresso cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco, definendolo “una persona di grande rilievo” e affermando che ne manterrà un ricordo “profondamente rispettoso”. La dichiarazione è stata diffusa dall’ufficio stampa del Cremlino e riportata dall’agenzia Tass.
Nel messaggio inviato al cardinale Kevin Farrell, Putin ha riconosciuto in Francesco una figura autorevole a livello internazionale, lodandone l’impegno nella promozione dei valori cristiani e dell’umanesimo. Il presidente russo ha ricordato il ruolo svolto dal pontefice nel favorire il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana.
Durante il pontificato, secondo Putin, Papa Francesco ha incoraggiato un’interazione costruttiva tra la Russia e la Santa Sede, contribuendo a rafforzare il confronto interconfessionale. Ha inoltre sottolineato la coerenza del pontefice nel sostenere i principi della giustizia e nella sua azione spirituale e diplomatica.
La Rai ha espresso dolore per la morte di Papa Francesco, sottolineando la perdita di una guida che ha accompagnato l’umanità in tempi complessi. Il ricordo dell’azienda è legato in particolare all’Udienza del 23 marzo 2024, quando il Pontefice incontrò dirigenti e dipendenti dell’ente pubblico in occasione dei 70 anni della televisione e dei 100 della radio.
In quell’incontro, Papa Francesco indicò con chiarezza la missione della Rai: offrire un servizio alla collettività, promuovere la verità, garantire pluralismo e rispetto per le diverse opinioni. Il Pontefice sottolineò anche l’importanza di lavorare per il bene comune, contribuire alla crescita culturale della società e privilegiare la qualità dei contenuti, evitando di inseguire gli ascolti a scapito del contenuto stesso.
L’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi, il Direttore Generale Roberto Sergio e l’intero Consiglio di Amministrazione Rai hanno ricordato queste parole, evidenziando il senso di responsabilità che ne deriva per tutti i lavoratori dell’azienda. Il messaggio conclusivo è un impegno a mantenere vivi quei principi, con dedizione e rigore nel proprio ruolo di servizio pubblico.
Il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha scritto su X che Papa Francesco ha rappresentato per lui un “apostolo della misericordia”, sottolineando come proprio nella misericordia abbia individuato una risposta concreta alle sfide poste dalla società contemporanea. Duda ha aggiunto che, insieme alla moglie, si associa alle preghiere di tutta la comunità della Chiesa cattolica.
Il settimanale cattolico La Voce ha ricostruito le otto occasioni in cui Papa Francesco ha fatto visita all’Umbria, a partire dal 2013 fino al 2022. Il pontefice è giunto nella regione per motivi religiosi, pastorali e simbolici, toccando più volte Assisi, ma anche altri luoghi significativi, come Norcia, Spello e Santa Maria degli Angeli.
La prima visita avviene il 4 ottobre 2013, giorno della festa del Patrono d’Italia, San Francesco. Il Papa atterra in elicottero presso l’Istituto Serafico di Assisi, accolto dal vescovo Domenico Sorrentino. Qui incontra i giovani ospiti della struttura, salutando anche operatori e famiglie, con parole rivolte al valore della sofferenza e dell’ascolto.
Nel 2016, il Pontefice torna tre volte. Il 4 agosto è a Santa Maria degli Angeli per commemorare l’VIII centenario del Perdono d’Assisi. Il 20 settembre partecipa ad un incontro interreligioso ad Assisi, nel quadro della Giornata mondiale di preghiera per la pace. Infine, il 4 ottobre, visita le zone terremotate del Centro Italia, tra cui Norcia e la frazione di San Pellegrino, accompagnato dall’arcivescovo Renato Boccardo.
L’11 gennaio 2019, compie una visita non annunciata alle suore Clarisse del monastero di Santa Maria in Vallegloria, a Spello, dove viene accolto dal vescovo Gualtiero Sigismondi.
Durante la pandemia, il 3 ottobre 2020, ritorna in forma privata ad Assisi per celebrare l’Eucaristia sulla tomba del santo e firmare l’enciclica Fratelli Tutti, un testo dedicato alla fraternità e all’amicizia sociale.
Il 12 novembre 2021, per la V Giornata mondiale dei poveri, da lui istituita, torna a Santa Maria degli Angeli e incontra nella Porziuncola 500 poveri provenienti da diverse diocesi umbre e altri Paesi europei.
Infine, il 24 settembre 2022, partecipa all’evento internazionale The Economy of Francesco, svoltosi nuovamente ad Assisi, incentrato sui temi economici e sociali ispirati ai valori francescani.
Le otto visite di Papa Francesco in Umbria riflettono una continuità di attenzione verso i luoghi spirituali, le fragilità umane e i temi della pace, della povertà e dell’economia sostenibile.
Biografia di Jorge Mario Bergoglio
Jorge Mario Bergoglio era nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. È stato il primo Papa sudamericano e il primo gesuita a essere eletto Pontefice. Al momento della sua elezione, era arcivescovo di Buenos Aires e cardinale.
Fu eletto il 13 marzo 2013, succedendo a Benedetto XVI, primo Papa emerito della storia moderna. Il suo pontificato si è distinto per l’intento di riformare le strutture vaticane, pur senza modificare la dottrina. Ha mostrato una particolare attenzione verso i poveri e i migranti, l’ambiente, e il dialogo interreligioso.
Il nome Francesco fu scelto su suggerimento del cardinale brasiliano Cláudio Hummes, che gli ricordò i poveri subito dopo l’elezione. Da quel momento, la sua linea pastorale ha seguito questa ispirazione, fatta di semplicità e vicinanza alle persone comuni.
Su indicazione delle autorità, le bandiere esposte su Palazzo Chigi, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e altri edifici pubblici sono state abbassate a mezz’asta. Il gesto, simbolico e previsto dai protocolli ufficiali, segna il lutto per la morte di Papa Francesco, avvenuta in data non specificata in questo contesto.
L’esposizione a mezz’asta riguarda sedi centrali e periferiche, in Roma e sul territorio nazionale, ed è stata disposta fin dalle prime ore successive all’annuncio della scomparsa. La Presidenza del Consiglio, il Parlamento e altre istituzioni hanno seguito quanto stabilito dalle norme cerimoniali previste per le figure religiose di rilievo internazionale come il Pontefice.
Condizioni di salute e ultimi giorni
Il Pontefice era stato ricoverato il 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per una bronchite ostinata. Dopo alcune settimane di terapie e accertamenti, le sue condizioni sono peggiorate. Nelle ultime ore, la situazione è precipitata fino alla morte, avvenuta nella residenza papale.
Ora seguiranno i riti previsti per la sede vacante: entro qualche giorno si riunirà il Collegio dei Cardinali per decidere la data del Conclave, che dovrà eleggere il nuovo Vescovo di Roma. Fino ad allora, la Sede Apostolica resterà vacante e verrà amministrata dal camerlengo.
Sintesi cronologica
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13 marzo 2013: Elezione di Papa Francesco
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15 marzo 2020: Preghiera solitaria in via del Corso
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27 marzo 2020: Benedizione Urbi et Orbi in piazza San Pietro deserta
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14 febbraio 2025: Ricovero al Policlinico Gemelli
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21 aprile 2025: Morte del Pontefice alle ore 7:35
Secondo quanto stabilito dall’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, il corpo di Papa Francesco sarà traslato presso la Cappella di Santa Marta, all’interno del Vaticano, dove sarà effettuata la constatazione ufficiale della morte. Il trasferimento dovrebbe avvenire entro la serata, come previsto dal protocollo. Il rito segue le procedure formali previste per la scomparsa di un pontefice.
Conclusione
Con la morte di Papa Francesco, si chiude una stagione ecclesiale caratterizzata da gesti di prossimità, riforme pastorali e messaggi di pace. Il mondo cattolico e non solo si prepara ora a rendergli omaggio, mentre la Chiesa si avvia verso una nuova fase, in attesa dell’elezione del successore.