Tariffe su auto al 25%. Reazione dei mercati e tensioni globali
Il presidente Donald Trump ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi sulle importazioni negli Stati Uniti. Le nuove misure prevedono tariffe del 10% su tutti i paesi e dazi specifici per le nazioni con maggiori squilibri commerciali nei confronti degli USA. Per l’Unione Europea, le tariffe saranno del 20%, mentre per la Cina del 34% e per il Regno Unito del 10%. Le auto prodotte fuori dagli USA saranno soggette a un dazio del 25%.
Le misure entreranno in vigore in due fasi: i dazi del 10% scatteranno sabato 5 aprile alle 6:00 ora italiana, mentre le tariffe superiori al 10% saranno applicate da mercoledì 9 aprile. L’azione viene presentata come una “dichiarazione di indipendenza economica” per gli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato dal presidente Trump.
Dettagli delle misure
Trump ha illustrato le nuove tariffe durante un evento nel Rose Garden della Casa Bianca, sostenendo che i provvedimenti rispondono a una necessità economica per riequilibrare gli scambi commerciali. Il presidente ha citato i dazi imposti da altri paesi sulle merci statunitensi come giustificazione per le misure. Ha indicato che la Cina impone tariffe del 67%, mentre l’UE applica un dazio medio del 39%. In risposta, gli USA imporranno dazi del 34% sulle importazioni cinesi e del 20% su quelle europee.
Tra i paesi colpiti dai nuovi dazi figurano anche il Vietnam (46%), Taiwan (32%), Giappone (24%), India (26%), Corea del Sud (25%), Svizzera (31%) e Regno Unito (10%). Per altri paesi, tra cui Israele e Brasile, le tariffe saranno rispettivamente del 17% e del 10%.
Investimenti e reazioni
Durante l’annuncio, Trump ha sottolineato l’impegno di numerose aziende a investire negli Stati Uniti, citando colossi come Meta, Apple, Johnson & Johnson, Honda, Nissan e Stellantis. Secondo il presidente, queste imprese si sono impegnate a investire “miliardi e miliardi di dollari” nell’economia americana.
Ha inoltre anticipato che numerosi leader mondiali contatteranno gli USA per chiedere esenzioni dai dazi, ma ha chiarito che la politica commerciale statunitense non cambierà a meno che gli altri paesi non rimuovano le proprie barriere tariffarie.
“Ora tocca a noi prosperare. Questa è l’età dell’oro dell’America”, ha dichiarato Trump, sottolineando che le nuove misure sono destinate a riportare “fabbriche e posti di lavoro” negli USA.
Impatto finanziario
L’annuncio ha avuto un effetto immediato sui mercati finanziari. Il dollaro ha registrato un calo rispetto all’euro, passando da 1,0840 a oltre 1,09. I titoli di Stato americani hanno subito una flessione, con i rendimenti del Treasury decennale saliti al 4,231%.
Le borse europee hanno reagito negativamente, con perdite registrate a Francoforte (-0,66%) e Milano (-0,27%). L’unica eccezione è stata Madrid, che ha chiuso in rialzo dello 0,40%. Wall Street, invece, ha chiuso in positivo grazie all’ottimismo su possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
Prospettive future
Secondo analisti ed economisti, l’impatto delle nuove misure sarà oggetto di osservazione nei prossimi mesi. Alcune aziende potrebbero cercare di delocalizzare la produzione negli USA per evitare i dazi, mentre altri paesi potrebbero adottare contromisure.
Trump ha ribadito che la politica commerciale degli USA si baserà sulla reciprocità e ha invitato i paesi colpiti dalle nuove tariffe a negoziare per ridurre le proprie barriere. “Se volete dazi zero, venite a produrre in America”, ha concluso il presidente.
