Misure cautelari emesse dalla DDA, coinvolti membri del clan “Cappello”
Operazione antidroga a Messina – Oggi, 1 aprile 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). L’operazione ha portato all’arresto di 11 persone, accusate di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno documentato l’influenza del clan “Cappello” di Catania sul traffico di droga nella fascia jonica della provincia di Messina, in particolare nei comuni di Giardini Naxos e nelle aree limitrofe.
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L’operazione ha visto l’impiego di oltre 60 Carabinieri, tra cui il Nucleo Cinofili di Palermo, che ha assistito nella ricerca di droghe e armi. Il provvedimento odierno scaturisce da un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina e dalla Compagnia di Taormina, che ha già portato a misure cautelari il 13 marzo scorso contro 25 persone accusate di associazione finalizzata al narcotraffico, estorsioni, rapine e altri reati legati al metodo mafioso. In quella circostanza, fu eseguita anche un’altra ordinanza per 14 persone legate al clan “Cintorino”.
L’odierno provvedimento riguarda 11 soggetti ritenuti operanti nel traffico di cocaina e hashish. Gli investigatori hanno documentato come questi individui acquistassero droga, destinata ad essere immessa nel mercato locale. Il principale punto di approvvigionamento erano i sodalizi mafiosi che fanno capo a R. P., esponente di spicco del clan Cappello, già arrestato a marzo. Il traffico di stupefacenti coinvolgeva anche fornitori di secondo piano operanti a Catania e nel sud della provincia di Messina.
Le indagini hanno rivelato come i membri delle due organizzazioni criminali, quando non avevano immediatamente accesso alla droga, si rifornivano da altri canali, evitando interruzioni nell’approvvigionamento. La droga, infatti, proveniva da Catania dove il clan Cappello operava principalmente. Il traffico continuativo era vitale per mantenere le quote di mercato sul traffico di stupefacenti.
Un altro elemento emerso riguarda C. R., pregiudicato per associazione di tipo mafioso, legato al clan Cintorino. Riolo, insieme alla compagna, è stato arrestato per il suo coinvolgimento nel traffico di cocaina. Le sue attività di spaccio erano quotidiane, con cessioni di dosi a Gaggi, piccolo comune vicino Messina. Anche Riolo si riforniva di droga da Catania, tramite i canali del clan Cappello.
Il GIP ha emesso le misure cautelari dopo gli interrogatori preventivi di garanzia, svolti sulla base della Legge Nordio n. 114/2024, che ha previsto l’interrogatorio di altri indagati non legati a reati associativi. Le indagini, condotte sotto la direzione della DDA di Messina, sono ancora in una fase preliminare. Gli arresti sono una risposta all’infiltrazione della criminalità organizzata nel traffico di stupefacenti in un’area strategica del Mediterraneo.
L’indagine ha visto il coordinamento tra le DDA di Catania e Messina, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la collaborazione della Guardia di Finanza. L’inchiesta ha svelato un imponente sistema di traffico di cocaina, con rifornimenti a più livelli, dimostrando la potenza dei clan mafiosi che controllano una vasta parte della zona.
Gli indagati sono considerati innocenti fino a prova contraria, in attesa di un processo che avrà luogo in un futuro prossimo, dove le difese saranno ascoltate davanti al giudice. La fase delle indagini preliminari ha imposto il riserbo su ulteriori dettagli, ma il fatto che il traffico di droga nella provincia di Messina sia sotto il controllo di clan mafiosi è ormai un dato certo. Con l’operazione odierna, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina ha dimostrato di essere impegnata nella lotta alla criminalità organizzata, cercando di disarticolare le reti di narcotraffico che da tempo operano nel territorio.
La continua collaborazione tra le forze di polizia, i magistrati e le autorità locali resta cruciale per il contrasto delle mafie che, come evidenziato da questa operazione, non si limitano ad attività criminali locali ma si estendono ben oltre i confini regionali, alimentando un business globale di traffico di stupefacenti.
