Eseguiti 29 arresti nell’ambito del Progetto I CAN
Operazione – Nella giornata di oggi, la Polizia di Stato di Catanzaro, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine e su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro nei confronti di 20 indagati, accusati di gravi reati, tra cui associazione di tipo ‘ndranghetistico, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, e false dichiarazioni sulla propria identità, tutte con l’aggravante mafiosa.
In totale, 13 degli indagati sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, mentre 7 hanno ricevuto la misura degli arresti domiciliari. Il provvedimento si inserisce in una vasta operazione di indagine condotta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha coinvolto gli investigatori della Polizia di Stato, della Squadra Mobile, del SISCO di Catanzaro e del Servizio Centrale Operativo.
Le indagini, che si sono sviluppate attraverso metodi tradizionali, attività tecniche e riscontri sul campo, si sono estese anche oltre i confini nazionali, in particolare in Germania, dove la cooperazione internazionale ha giocato un ruolo cruciale. È stata infatti istituita una Squadra Investigativa Comune (JIT), coinvolgendo la Procura di Stoccarda e la Polizia tedesca, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e sotto il coordinamento di Eurojust. Le investigazioni hanno portato alla scoperta di una rete criminale con proiezioni internazionali.
Durante la fase esecutiva dell’operazione, sono stati coinvolti anche i reparti delle Squadre Mobili di Cosenza, Modena, Parma, Ferrara e Grosseto, le SISCO di Bologna e Firenze, nonché i Reparti Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale – Meridionale e Centrale”. A supporto delle operazioni, sono state impiegate due unità cinofile antidroga, contribuendo alla riuscita delle misure restrittive.
Gli elementi indiziari raccolti durante le indagini hanno messo in luce l’attività di un’organizzazione ‘ndranghetistica che operava principalmente nella zona di Cariati (CS), ma con ramificazioni in Germania, e che agiva con metodi violenti, imponendo prodotti ai commercianti e causando danni patrimoniali. L’indagine ha ricostruito l’organigramma dell’organizzazione, identificando i ruoli dei vari membri e il tipo di attività illecite portate avanti, tra cui estorsioni e danneggiamenti anche in territorio tedesco.
La ‘ndrina avrebbe operato con modalità tipiche delle organizzazioni mafiose italiane, creando un sistema di monopolio sulle forniture di prodotti alimentari, come frutta proveniente dalla Calabria, imposto ai commercianti italiani in Germania. L’attività estorsiva si è concretizzata anche attraverso atti di danneggiamento, utilizzati come mezzo per ottenere l’acquisto obbligato dei prodotti.
L’inchiesta ha rivelato anche il coinvolgimento di professionisti operanti sul territorio di Cariati, accusati di intestazione fittizia di beni, illecita concorrenza con minacce o violenza, e falsificazione di documenti, il tutto con l’aggravante di finalità mafiose. Le attività criminali individuate hanno avuto un impatto diretto sull’economia locale e hanno condizionato negativamente le imprese legittime.
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane. Contestualmente, in Germania, nel land del Baden-Württemberg, le autorità tedesche hanno eseguito misure restrittive parallele, nell’ambito di un procedimento penale avviato dalle autorità locali, che ha portato all’arresto di altri membri della rete criminale.
Le operazioni di polizia sono state supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, nell’ambito del progetto I CAN, volto a potenziare la collaborazione tra le forze di polizia di diversi paesi, al fine di contrastare il crimine organizzato transnazionale.
L’operazione di oggi rappresenta un altro importante successo nella lotta contro la ‘ndrangheta e il crimine organizzato, con un focus particolare sulla sua infiltrazione nei settori economici e sull’imposizione di pratiche estorsive nei confronti di imprenditori, sia in Italia che all’estero.
