Operazioni militari riprese dopo il mancato rilascio degli ostaggi
Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di intensificare le operazioni contro Hamas nella Striscia di Gaza, dopo il rifiuto dell’organizzazione di rilasciare gli ostaggi. Gli attacchi mirano a colpire obiettivi strategici e a ottenere la restituzione di tutti i prigionieri, vivi o deceduti.
Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, ha riferito di oltre 330 vittime nei raid israeliani. Fonti locali segnalano bombardamenti su Khan Younis, Deir al-Balah, Gaza City e Rafah. Un alto funzionario di Hamas, Izzat al-Rishq, ha accusato Netanyahu di voler “sacrificare” gli ostaggi per fini politici.
Secondo Katz, l’operazione proseguirà fino al raggiungimento degli obiettivi, inclusa la distruzione di Hamas come entità militare e politica. Israele sostiene che l’organizzazione stia riorganizzando le proprie forze per nuovi attacchi contro le comunità israeliane e le truppe delle Idf.
Nel frattempo, le tensioni regionali aumentano. Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un nuovo attacco contro un gruppo di portaerei statunitensi nel Mar Rosso, in risposta ai raid americani. La Casa Bianca ha avvertito che ogni minaccia contro Israele e gli Stati Uniti avrà conseguenze. Teheran ha definito “belligeranti” le dichiarazioni del presidente Donald Trump, avvertendo Washington di “gravi conseguenze” in caso di ulteriori azioni militari.
