Accordo tra USA e Kiev, intesa per un mese di tregua

Ripartono gli aiuti militari. Trump: “Parlerò con Putin

Kiev ha accettato la proposta di tregua di Washington per 30 giorni. In cambio, gli USA riprendono la fornitura di aiuti militari e intelligence. Trump annuncia un possibile contatto con Putin per ottenere l’accordo di Mosca.

Il vertice a Gedda tra rappresentanti di USA e Ucraina ha portato a un’intesa dopo mesi di tensioni. L’incontro ha segnato un cambio di rotta rispetto al precedente scontro tra Trump e Zelensky. Al termine di una lunga trattativa, le parti hanno rilasciato un comunicato congiunto in cui si conferma la disponibilità di Kiev ad accettare una tregua provvisoria, prorogabile se le condizioni lo permetteranno. Gli USA confermano la ripresa degli aiuti militari e dell’intelligence, oltre a garantire il coinvolgimento di partner europei nel processo di pace.

I colloqui a Gedda hanno visto la partecipazione di figure di alto livello. Per gli USA erano presenti il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e il segretario di Stato Marco Rubio. Da parte ucraina, hanno partecipato il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, il ministro degli Esteri Andriy Sybiga e il ministro della Difesa Rustem Umerov.

Nel corso dei negoziati, Kiev ha proposto un cessate il fuoco limitato in alcune aree strategiche, mentre Washington ha chiesto concessioni su risorse minerarie critiche e garanzie per la stabilità regionale. La prima sessione dei colloqui, durata tre ore, ha permesso di definire le linee guida dell’accordo. Successivamente, la discussione è proseguita per oltre nove ore, portando all’intesa finale.

Il comunicato ufficiale specifica che la tregua è vincolata all’accettazione da parte della Russia. Trump ha dichiarato di voler contattare Putin per discutere della proposta e favorire un cessate il fuoco più ampio. Intanto, riprendono i contatti diretti tra funzionari russi e americani.

La risposta della Russia resta incerta. Il Cremlino ha mantenuto una posizione cauta, pur confermando la disponibilità a discutere. Poco prima del vertice, il portavoce Dmitry Peskov ha denunciato un attacco di droni su Mosca, affermando che simili azioni potrebbero compromettere il processo di pace.

Nei prossimi giorni, l’inviato di Trump, Steve Witkoff, è atteso a Mosca per ulteriori colloqui. L’evoluzione della situazione dipenderà dalla reazione della Russia e dalla volontà delle parti di rispettare l’accordo raggiunto a Gedda.

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