Trump-Zelensky, scontro nello Studio Ovale: retroscena Usa
L’inviato di Donald Trump per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha rivelato dettagli sulla visita del presidente Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale. Durante un evento del Council on Foreign Relations a Washington, Kellogg ha dichiarato che la delegazione ucraina era stata istruita su come gestire l’incontro, ma non ha seguito le indicazioni.
Secondo Kellogg, tredici senatori americani avevano discusso con Zelensky una strategia precisa prima della riunione con Trump. Il piano prevedeva una scaletta chiara: firmare un accordo sui metalli preziosi, pranzare, tenere una breve conferenza stampa e concludere l’evento. Tuttavia, l’incontro ha preso una piega inaspettata.
L’incontro tra i due leader si è trasformato in un acceso confronto che si è protratto per quasi 50 minuti. Kellogg ha affermato che Zelensky avrebbe dovuto evitare uno scontro pubblico con il Presidente degli Stati Uniti, sottolineando che le trattative diplomatiche non dovrebbero avvenire in modo aperto. “Non si negoziano accordi di pace in pubblico”, ha dichiarato.
L’inviato ha inoltre spiegato che il leader ucraino era stato avvisato sulle aspettative americane, ma ha scelto un approccio differente. “Gli ucraini se la sono cercata”, ha affermato Kellogg, evidenziando che l’atteggiamento di Zelensky ha sorpreso la delegazione statunitense. Secondo lui, l’incontro avrebbe dovuto rappresentare un passaggio diplomatico fondamentale, senza degenerare in uno scontro aperto.
Kellogg ha infine ribadito che la responsabilità dell’accaduto non è da attribuire al Presidente degli Stati Uniti. Ha sottolineato che la gestione della situazione da parte ucraina ha influenzato l’andamento dell’incontro, compromettendo il dialogo con Trump.
L’episodio ha suscitato dibattito sulla strategia diplomatica adottata da Zelensky e sulle relazioni tra Washington e Kiev, in un momento critico per la politica internazionale.
