Omaggio a Lando Conti: Ricordo di un Sindaco e Massone

Il Goi commemora Lando Conti, assassinato dalle Br il 10 febbraio 1986

Omaggio a Lando Conti: Ricordo di un Sindaco e Massone

Omaggio – Il Grande Oriente d’Italia (Goi) rende omaggio a Lando Conti, sindaco di Firenze e libero muratore, nel trentanovesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 10 febbraio 1986 per mano delle Br. La sua passione civile, forza morale e impegno per il bene pubblico sono stati esemplari.

L’agguato mortale si verificò nel pomeriggio del 10 febbraio 1986 a Ponte alla Badia, Firenze. Conti, solo in auto, si dirigeva verso il Consiglio comunale come rappresentante del Partito Repubblicano. Una raffica di 17 colpi di mitraglietta Skorpion lo colpì, lasciando la moglie e 4 figli. Le Br rivendicarono l’attentato quella stessa sera con una telefonata anonima a un giornale milanese. Conti aveva appena concluso il mandato di sindaco.

Nato a Firenze nel 1933, Lando Conti fu segretario provinciale del Partito Repubblicano e sindaco di Firenze dal marzo 1984 al settembre 1985. Successore di Piero Bargellini e Alessandro Bonsanti, Conti fu un amministratore straordinario, incarnando il principio del primato dell’educazione e l’ideale massonico della fratellanza.

Conti aderì alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia nel 1957, nella loggia Giuseppe Mazzoni n. 62. Nel 1959 si trasferì alla loggia La Concordia n. 110 di Firenze e nel 1970 fu tra i fondatori della Costantino Nigra n. 714. Più tardi passò alla Abramo Lincoln n. 884, oggi a lui intitolata. Nel 1974 fu Gran Cappellano dell’Arco Reale, e nel 2006 venne proclamato Gran Maestro Onorario alla memoria. Tre logge del Grande Oriente d’Italia portano oggi il suo nome.

Il ricordo di Conti è vivo sia nella Comunione che nella sua Firenze, che nel 2020 gli ha dedicato il piazzale antistante l’ingresso del Palazzo di Giustizia, seguito nel 2021 da un monumento a lui intitolato. Un tributo doveroso a un uomo che servì con onore, onestà e rigore la sua città.

Lando Conti resta un fratello il cui sacrificio è testimonianza di vero massone, vittima di una stagione di intolleranza e violenza che cercava di imporsi come ideologia. La sua eredità morale e il suo contributo alla democrazia e al bene comune restano indimenticabili.

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