Tregua Domenica in Medio Oriente intanto altri 7 Morti a Gaza

Attacchi israeliani provocano altre vittime

Tregua Domenica in Medio Oriente intanto altri 7 Morti a Gaza

Il conflitto nel Medio Oriente registra un nuovo capitolo con l’annuncio di una tregua che entrerà in vigore domenica prossima, ma la scia di sangue continua a scorrere. La scorsa notte, due attacchi aerei israeliani hanno provocato sette morti nella Striscia di Gaza, portando il numero totale delle vittime a 27 dall’annuncio dell’accordo di tregua.

Il bombardamento di una casa nel quartiere Rimal della città di Gaza ha causato la morte di cinque persone e il ferimento di oltre dieci individui, secondo fonti palestinesi. Un altro attacco, nel centro cittadino, ha colpito un edificio, uccidendo due persone. Questi episodi si aggiungono ai venti morti riportati in tre attacchi israeliani avvenuti la sera precedente, dopo che Qatar e Stati Uniti avevano reso noto l’accordo per un cessate il fuoco nell’enclave palestinese.

Hamas ha salutato l’accordo come “un momento storico” e una “sconfitta per Israele”. Khalil al-Hayya, uno dei leader del movimento, ha dichiarato in un discorso televisivo che Israele non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi nella Striscia di Gaza, lodando anche i massacri di israeliani guidati dal gruppo palestinese nell’ottobre 2023 come “un successo militare” e “una fonte di orgoglio” per il popolo palestinese. Al-Hayya ha apprezzato inoltre il sostegno di Hezbollah in Libano e degli Houthi nello Yemen, rassicurando che Hamas continuerà a perseguire la distruzione di Israele e che non dimenticheranno né perdoneranno le sofferenze inflitte alla popolazione di Gaza durante la guerra.

Da parte israeliana, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che Hamas sta cercando di dettare l’identità dei prigionieri palestinesi da rilasciare, ma Israele mantiene il diritto di veto sui “terroristi di massa”. Netanyahu ha incaricato il team negoziale di rispettare gli accordi presi, rigettando categoricamente i tentativi di ricatto dell’ultimo minuto da parte di Hamas.

La Cina ha accolto positivamente l’accordo, esprimendo speranza che possa essere implementato efficacemente per raggiungere un cessate il fuoco completo e permanente nella regione. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato che la Cina sostiene la piena attuazione dell’accordo e continuerà a fornire aiuti umanitari a Gaza, assistendo nella ricostruzione postbellica.

Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno accolto il cessate il fuoco come una “vittoria” per i palestinesi e una “sconfitta” per Israele, definendo il conflitto una chiara vittoria per la Palestina e una grande sconfitta per il “mostruoso regime sionista”.

Nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, due americani detenuti a Gaza saranno rilasciati nella prima fase di sei settimane. Keith Siegel, un anziano ostaggio, e Sagui Dekel-Chen, ferito il 7 ottobre, sono tra i prigionieri destinati alla liberazione. Edan Alexander, un soldato americano, sarà rilasciato nella seconda fase di 42 giorni. Gli Stati Uniti sono impegnati a garantire la liberazione dei loro cittadini, e i corpi di altri quattro americani trattenuti a Gaza saranno restituiti nella terza fase dell’accordo.

La tregua arriva dopo oltre 15 mesi di guerra nella Striscia di Gaza, con la speranza di porre fine alla violenza che ha causato numerose vittime e devastazioni. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, auspicando che il cessate il fuoco possa rappresentare un passo verso la pace e la stabilità nella regione.

La Jihad islamica palestinese ha definito l’accordo di cessate il fuoco “onorevole”, lodando la resistenza del popolo palestinese e la capacità di imporre un accordo per fermare l’aggressione israeliana. Tuttavia, la situazione rimane tesa e fragile, con la necessità di monitorare attentamente l’attuazione degli accordi e prevenire ulteriori escalation di violenza.

In conclusione, l’annuncio della tregua e i recenti attacchi israeliani evidenziano la complessità e la volatilità del conflitto mediorientale, con l’auspicio che l’accordo possa portare a una soluzione duratura e a un cessate il fuoco permanente che garantisca la sicurezza e la stabilità per tutte le parti coinvolte.

 

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