Alpinisti dispersi sul Gran Sasso, speranze ridotte
Le ricerche per i due alpinisti dispersi sul Gran Sasso, Luca Perazzini, 42 anni, e Cristian Gualdi, 48 anni, sono entrate nel loro quarto giorno, con speranze sempre più ridotte. L’ultimo segnale inviato dai due risale a domenica 22 dicembre dal Vallone dell’Inferno, ma finora nessuna traccia è stata trovata.
Maltempo e rischio valanghe
Il forte vento e il maltempo hanno ostacolato le operazioni di soccorso. I tentativi di sorvolo aereo dell’area sono stati rimandati, mentre le squadre del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza hanno tentato un avvicinamento via terra, utilizzando sci e ramponi. Tuttavia, il rischio valanghe, classificato come livello 3 su 5, rende queste operazioni estremamente pericolose.
Nuove strategie di ricerca
Per la giornata di domani, con un previsto miglioramento delle condizioni meteo, è programmato un sorvolo aereo, supportato da un dispositivo Sonar Recco, utilizzato anche nel 2021 sul Monte Velino per operazioni simili. Il presidente del Soccorso Alpino, Daniele Perilli, ha dichiarato: “Faremo tutto il possibile, ma senza mettere a rischio le vite dei soccorritori”.
Speranze ridotte
Il finanziere Marco Moreschini, intervistato da Rete 8, ha evidenziato la difficoltà della situazione: “Dopo quattro giorni, la possibilità di sopravvivenza si riduce drasticamente. Speriamo che abbiano trovato un rifugio, ma al momento non ci sono segnali”.
Supporto dell’Università dell’Aquila
Un messaggio di solidarietà è arrivato dall’Università dell’Aquila che ha elogiato il professor Alessandro Marucci, impegnato nelle ricerche come capo stazione del Soccorso Alpino. “Il nostro pensiero va agli alpinisti e alle loro famiglie in questo momento difficile”, si legge nel comunicato.
Le operazioni continuano, con il massimo impegno, nella speranza di un esito positivo.
