Governo difende la pace fiscale, tensioni in commissione Bilancio
Si riaccende lo scontro tra maggioranza e Corte dei Conti sulla rottamazione fiscale, misura cardine della Lega inserita nella manovra. Dopo lo stop al progetto del Ponte sullo Stretto, il confronto si sposta in commissione Bilancio, dove i magistrati contabili hanno espresso forti perplessità: secondo il loro parere, la rottamazione rischia di minare la compliance fiscale, trasformando lo Stato in un “finanziatore dei morosi” e penalizzando i contribuenti regolari.
La reazione della Lega è stata immediata e decisa. Andrea Crippa ha criticato duramente la Corte, accusandola di essere distante dalla realtà quotidiana dei cittadini. Ha difeso la misura come necessaria per dare respiro a chi ha dichiarato i redditi ma non è riuscito a pagare per difficoltà economiche o legate alla pandemia. Anche il sottosegretario Andrea Ostellari ha ribadito che la rottamazione non è un regalo agli evasori, ma uno strumento per riattivare l’economia.
Forza Italia, per voce di Raffaele Nevi, ha espresso un sostegno moderato, sottolineando la coerenza della norma con la riforma fiscale. Più cauto Marco Osnato di FdI, che ha riconosciuto l’utilità della misura ma ha contestato l’idea che l’erario diventi un ente finanziatore.
Intanto, con l’audizione del ministro Giancarlo Giorgetti, si è concluso il ciclo di oltre 80 audizioni sulla manovra. Il presidente della commissione, Nicola Calandini, ha nominato i quattro relatori e fissato al 14 novembre il termine per gli emendamenti. Forza Italia ha annunciato modifiche su casa, sicurezza e tassazione, mentre Giorgetti ha garantito il massimo supporto tecnico, invitando alla prudenza sugli impatti finanziari.
(Ant/Adnkronos)
