Mosca valuta contromisure, Washington rilancia la sfida atomica
WASHINGTON/MOSCA – Il confronto tra Stati Uniti e Russia ha raggiunto un nuovo livello di tensione. Dopo l’annuncio di Donald Trump sulla ripresa dei test nucleari, Vladimir Putin ha convocato il Consiglio di sicurezza russo per valutare una risposta strategica. Il vertice bilaterale previsto a Budapest è stato rinviato a tempo indeterminato, mentre il dialogo tra le due potenze si è trasformato in un botta e risposta a colpi di dichiarazioni e minacce.
La svolta è arrivata dopo settimane di silenzio diplomatico seguite all’incontro del 15 agosto in Alaska. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti torneranno a testare armi nucleari, interrompendo una pausa di oltre trent’anni. “La Russia, la Cina e la Corea del Nord lo fanno senza dirlo. Anche noi lo faremo”, ha affermato in un’intervista a “60 Minutes” della CBS, sottolineando che gli USA possiedono l’arsenale più potente al mondo.
Mosca ha reagito con fermezza. Putin ha incaricato i ministeri competenti e i servizi di intelligence di elaborare proposte per valutare l’opportunità di test nucleari. “La Russia dovrà rispondere in modo adeguato se altri Paesi condurranno test”, ha dichiarato il presidente russo, ribadendo il rispetto per il Trattato sulla non proliferazione nucleare, ma lasciando intendere che la pazienza ha un limite.
Il portavoce Dmitrij Peskov ha precisato che non è stato dato alcun ordine diretto per l’avvio dei test, ma solo un mandato esplorativo. “Putin non ha fissato scadenze. L’analisi continuerà finché non sarà chiaro cosa intendano fare gli Stati Uniti”, ha spiegato.
Nel frattempo, il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha denunciato un’intensificazione delle attività strategiche offensive da parte di Washington, tra cui lo sviluppo di nuovi missili intercontinentali e sottomarini nucleari. Il generale Valery Gerasimov ha aggiunto che le dichiarazioni dei vertici americani indicano una chiara volontà di tornare ai test atomici.
La tensione si è ulteriormente aggravata con l’annuncio russo del missile Burvestnik, capace di trasportare testate nucleari fino a 14.000 km, e del drone sottomarino Poseidon, progettato per operazioni strategiche subacquee. Secondo fonti americane, il lancio di un Minuteman III – non armato – sarebbe già avvenuto, alimentando i sospetti di Mosca.
Il vertice di pace tra Trump e Putin, che avrebbe dovuto rappresentare un passo verso la distensione, è stato congelato. “Non ci sono le condizioni per un incontro di alto livello”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Sergej Ryabkov, sottolineando l’assenza di una preparazione adeguata e di un clima favorevole.
In questo scenario, la guerra in Ucraina resta sullo sfondo, ma il confronto nucleare rischia di oscurare ogni tentativo di mediazione. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione, mentre le due superpotenze sembrano tornare a logiche da Guerra Fredda.
La ripresa dei test nucleari potrebbe compromettere decenni di trattati e aprire una nuova fase di escalation. Le parole dei leader non sono più semplici dichiarazioni politiche, ma segnali che influenzano gli equilibri globali. Il mondo è chiamato a vigilare, mentre il confronto tra Trump e Putin si fa sempre più strategico, militare e potenzialmente destabilizzante.
(Gro/Adnkronos)
