Pyongyang rivendica capacità difensive in crescita costante
La Corea del Nord ha annunciato di aver portato a termine con successo il test di due missili ipersonici, considerati dal regime di Kim Jong-un come la punta più avanzata del proprio arsenale. L’operazione, riferisce l’agenzia ufficiale Kcna, è stata condotta da una base situata a sud di Pyongyang con l’obiettivo di colpire un bersaglio nel nord-est del Paese.
Il lancio, spiegano fonti militari citate dalla stessa agenzia, si inserisce in un quadro di crescente cooperazione con la Russia, che nello stesso periodo stava effettuando proprie esercitazioni nucleari strategiche. La coincidenza tra i due eventi, sottolineano osservatori internazionali, alimenta l’idea di un asse militare sempre più saldo tra Mosca e Pyongyang, in un momento di forte tensione geopolitica.
Secondo quanto riportato dalla fonte del comunicato, Adnkronos, il test nordcoreano arriva inoltre a una settimana dal vertice Apec di Gyeongiu, in Corea del Sud, dove sono attesi anche Donald Trump e Xi Jinping. L’annuncio sembra quindi avere una valenza politica oltre che militare, evidenziando la volontà di Pyongyang di riaffermare il proprio ruolo sulla scena internazionale.
Il generale Pak Jong Chon, uno dei principali responsabili delle forze armate nordcoreane, ha descritto il nuovo sistema come “una prova concreta dei progressi costanti nelle capacità di autodifesa nazionale”. La dichiarazione, diffusa dall’agenzia Kcna, è stata accolta con preoccupazione da numerose cancellerie occidentali, che continuano a monitorare con attenzione le attività missilistiche, la crescente cooperazione militare con Mosca e la rapida evoluzione delle tecnologie ipersoniche nordcoreane.
