La protesta davanti alla Regione Lazio
Roma, 20 ottobre 2025 – La manifestazione si è svolta davanti alla sede della Regione Lazio, questa mattina. Il colore grigio dell’autunno è stato attraversato da una nebbia molto diversa, quella che sale dalla coscienza, tinta del rosso simbolico del sangue animale versato nel silenzio delle istituzioni. Attorno alle transenne si sono manifestati cittadini comuni e attivisti dell’Associazione Animalisti Italiani, scendendo in piazza per opporsi a una decisione che ha scosso la sensibilità collettiva. La Regione Lazio, infatti, ha stanziato seicentomila euro di fondi pubblici per finanziare l’abbattimento di animali rinselvatichiti.
La risposta non si è fatta attendere. Alcuni manifestanti si sono incatenati in segno di protesta, usando il proprio corpo come ultimo baluardo contro una politica considerata “barbara” e “crudele”. Il gesto, di forte impatto, vuole essere monito contro una gestione faunistica percepita come mattanz. “Invece di ricercare soluzioni nonviolente e scientifiche come hanno dichiarato gli Animalisti Italiani, – la Regione Lazio opta per la via più brutale, con fondi pubblici che promuovono la morte, non il dialogo e la tutela.”
La protesta davanti alla Regione Lazio diventa così un grido silenzioso ma eloquente, che cerca di rompere l’indifferenza e ridare voce agli animali invisibili, le cui vite vengono decise lontano dagli occhi dell’opinione pubblica. Sono richieste alternative etiche, trasparenza nelle scelte e un confronto con chi da anni si batte per una convivenza pacifica tra uomini e natura.
La mobilitazione sembra destinata a continuare. L’Associazione Animalisti Italiani annuncia infatti nuove azioni ed eventi, decisa a non far calare il sipario sul tema finché la strage non verrà fermata. Per molti, questa mattina, la catena non era solo metallo ma coscienza: un segno che la vita degli animali non può essere considerata voce di spesa, ma bene da tutelare, come riporta la nota stampa di Associazione “Animalisti Italiani”.
