Israele ha attaccato l’Iran colpite strutture di missili, non basi nucleari

Esplosioni a Teheran, USA: “Attacco legittimo di autodifesa”

Israele ha attaccato l’Iran colpite strutture di missili, non basi nucleari

 

Israele ha attaccato  – L’esercito israeliano ha confermato nella giornata di sabato di aver condotto una serie di attacchi mirati su strutture militari iraniane in risposta al bombardamento missilistico del 1° ottobre. Secondo fonti vicine al governo israeliano, le operazioni avrebbero preso di mira principalmente impianti di produzione e basi militari ritenute responsabili della recente offensiva contro Israele. Il portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato che l’attacco è stato eseguito mobilitando tutte le risorse offensive e difensive del paese, definendo l’azione come una misura di “autodifesa”.

L’attacco ha provocato esplosioni in numerosi luoghi dell’Iran, inclusi diversi siti strategici nella capitale Teheran. In risposta, le autorità iraniane hanno sospeso i voli in tutto lo spazio aereo nazionale per garantire la sicurezza dei civili, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna.

Obiettivi dell’attacco

Israele ha attaccato – Gli attacchi israeliani hanno colpito alcune delle principali basi militari delle Guardie Rivoluzionarie e altri siti considerati di rilevanza strategica per la difesa iraniana. Tra i luoghi più colpiti si segnalano la base di Ghaleh Hassankhan, situata a ovest di Teheran, le strutture militari di Bidkand e l’avamposto di Hakimiyeh, situato invece a est della capitale. Fonti locali riportano che esplosioni si sono verificate anche nelle basi militari di Shahr-e Ray, Imam Ali e Abolfath a Teheran.

Secondo rapporti non ufficiali, le esplosioni avrebbero interessato anche una centrale elettrica a Parand, situata nei pressi dell’aeroporto internazionale Imam Khomeini. Le autorità iraniane hanno smentito eventuali attacchi alla raffineria di Teheran, affermando che le infrastrutture energetiche rimangono intatte.

Reazioni degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno sostenuto pubblicamente l’operazione israeliana, definendola una misura di autodifesa necessaria per contrastare l’aggressione missilistica iraniana. Sean Savett, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale USA, ha dichiarato che i raid mirati di Israele rappresentano una risposta legittima agli attacchi subiti. Tuttavia, ha anche esortato l’Iran a evitare nuove offensive contro Israele per scongiurare una pericolosa escalation nella regione. La Casa Bianca ha inoltre confermato che il presidente Joe Biden era stato informato in anticipo dei piani israeliani e che i funzionari americani si erano consultati con l’amministrazione israeliana riguardo agli obiettivi da colpire.

Dichiarazioni dell’esercito israeliano

L’esercito israeliano ha reso noto in un comunicato che tutti gli obiettivi pianificati per l’operazione sono stati colpiti con precisione. In particolare, l’aeronautica militare israeliana (IAF) ha preso di mira infrastrutture usate dall’Iran per la produzione di missili balistici, armi ritenute responsabili degli attacchi contro lo Stato di Israele negli ultimi mesi.

Israele ha attaccato – Il contrammiraglio Daniel Hagari, portavoce militare israeliano, ha sottolineato l’importanza per la popolazione israeliana di mantenere la calma e di rimanere vigile, vista l’elevata probabilità di ritorsioni da parte dell’Iran. “Le nostre capacità difensive e offensive sono completamente mobilitate e pronte a rispondere a qualsiasi tipo di reazione da parte del regime iraniano”, ha affermato Hagari.

Incontro sulla sicurezza a Tel Aviv

A seguito degli attacchi, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato un incontro straordinario presso la base militare Kirya di Tel Aviv, a cui hanno partecipato i principali vertici militari e di intelligence del paese, tra cui il ministro della Difesa, il capo di stato maggiore dell’esercito e i direttori del Mossad e dello Shin Bet. Netanyahu ha discusso le implicazioni strategiche dell’operazione e valutato le misure da adottare per contrastare eventuali rappresaglie iraniane.

La situazione in Iran

In risposta agli attacchi israeliani, le autorità iraniane hanno emesso una serie di misure cautelative per proteggere le infrastrutture critiche e garantire la sicurezza pubblica. La televisione di stato ha riferito che, al momento, la situazione negli aeroporti di Teheran, tra cui il Mehrabad e l’Imam Khomeini, è sotto controllo e che non ci sono stati disagi significativi nei voli domestici e internazionali.

L’esercito iraniano non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla portata dei danni subiti, ma secondo fonti locali, le esplosioni avvertite in varie città, tra cui Qom, Tabriz e Mashhad, potrebbero essere attribuite alle operazioni di difesa aerea attivate in risposta ai raid israeliani.

Escalation e preoccupazioni internazionali

Il conflitto tra Israele e Iran ha attirato una crescente attenzione a livello internazionale, con numerosi paesi preoccupati per il rischio di un’escalation su larga scala in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno ribadito il loro sostegno a Israele, pur dichiarando di non essere coinvolti direttamente nei raid. Tuttavia, la vicepresidente Kamala Harris è stata prontamente aggiornata sugli sviluppi della situazione mentre si trovava a Houston per un comizio elettorale.

Un funzionario della Casa Bianca ha inoltre precisato che l’attacco israeliano non ha preso di mira alcun impianto nucleare, concentrandosi esclusivamente su obiettivi militari. Ciò risponde alle preoccupazioni di alcuni paesi, che temono una potenziale estensione del conflitto alle strutture nucleari iraniane, già oggetto di tensioni internazionali.

Le prospettive

La situazione rimane altamente instabile, con il governo iraniano che non ha ancora risposto ufficialmente agli attacchi. Tuttavia, il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che l’Iran è pronto a “pagare ogni prezzo” per proteggere la propria sovranità e sicurezza nazionale, segnalando la possibilità di ulteriori scontri nelle prossime ore.

L’operazione di Israele rappresenta una delle azioni più estese e dirette contro l’Iran degli ultimi anni e potrebbe segnare un punto di svolta nelle relazioni già tese tra i due paesi.

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