9 arresti tra Italia, Spagna e Belgio per riciclaggio
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno eseguito la fase operativa dell’indagine denominata “Palma”, che ha portato all’arresto di nove persone coinvolte in una rete criminale transnazionale specializzata nei furti di auto di lusso. L’operazione ha interessato le province di Reggio Emilia, Parma e Cremona, e contemporaneamente Spagna (Marbella) e Belgio (Anversa), nell’ambito di un’inchiesta che complessivamente vede indagate 24 persone, di cui 14 colpite da misure cautelari.
Le indagini hanno ricostruito un’organizzazione composta principalmente da cittadini dell’Est Europa – moldavi, russi, romeni e ucraini – che operava in Italia e Spagna, scegliendo veicoli di lusso, tra cui Range Rover, Lexus e Toyota, nelle località frequentate da VIP e persone di alto profilo. I veicoli venivano geolocalizzati tramite dispositivi elettronici per permettere ai complici di agire con precisione, anche presso le abitazioni delle vittime. Una volta rubate, le auto venivano “ripulite” in Belgio mediante la modifica dei numeri di telaio e targhe clonate o falsificate, quindi spedite via container a Dubai, dove venivano rivendute. L’attività criminosa avrebbe generato proventi nell’ordine di decine di milioni di euro.
Durante le operazioni sono stati eseguiti nove arresti (sei in carcere e tre ai domiciliari), 16 perquisizioni e sequestri di auto rubate, apparecchiature elettroniche per decodificare chiavi e aprire veicoli, numerosi dispositivi informatici, circa 40.000 euro in contanti e 171.000 USDT in criptovalute. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di beni per oltre due milioni di euro.
L’indagine ha visto il coinvolgimento di Guardia Civil spagnola, Polizia Federale belga, Europol e Eurojust, con supporto operativo e tecnologico anche da parte della rete @ON finanziata dalla Commissione Europea e diretta dalla Direzione Investigativa Antimafia italiana. Le attività investigative hanno incluso intercettazioni telefoniche, localizzazione GPS, analisi di sistemi di videosorveglianza, accertamenti patrimoniali e servizi di osservazione, permettendo di individuare l’organizzazione criminale e i ruoli specifici dei suoi membri.
Il modus operandi del gruppo era altamente strutturato: ogni componente svolgeva compiti definiti, dalla scelta dei veicoli alla sottrazione, dall’alterazione dei sistemi elettronici e dei numeri identificativi, al trasporto e riciclaggio all’estero. L’indagine ha consentito di accertare oltre cento furti di auto di lusso in Italia e Spagna, con un valore complessivo superiore a dieci milioni di euro.
Le indagini preliminari proseguiranno per approfondire ulteriori responsabilità e completare le valutazioni necessarie all’esercizio dell’azione penale, mentre le autorità hanno sottolineato l’efficacia della collaborazione internazionale nel contrasto ai reati transnazionali contro il patrimonio.
