Tensione al Ministero della Cultura: un nuovo caso Giuli

Report al centro di polemiche e malcontenti interni

Tensione al Ministero della Cultura: un nuovo caso Giuli 

Dopo le dimissioni di Spano, ex capo di gabinetto del Ministero della Cultura, il clima di tensione all’interno del ministero si fa sempre più incandescente. L’ex funzionario ha lasciato l’incarico dopo solo nove giorni, travolto dalle rivelazioni del programma Report riguardanti un presunto conflitto d’interesse legato alla gestione del Maxxi. Il conduttore Sigfrido Ranucci ha preannunciato un nuovo caso simile a quello di Boccia, il quale coinvolgerebbe direttamente il ministro Giuli. La notizia ha innescato fibrillazioni al Collegio Romano e crescenti malumori all’interno di Fratelli d’Italia.

La premier Meloni ha confermato l’esistenza di questo “nervosismo”, definendo le preoccupazioni come un “legittimo chiacchiericcio mediatico”, che però secondo Giuli è “ampiamente sopravvalutato”. Intercettato dai giornalisti dopo un intervento alla presentazione di una rivista della Biennale di Venezia, Giuli ha affermato di sentirsi sostenuto dalla maggioranza. Tuttavia, Ranucci ha ribadito che l’inchiesta di domenica 27 ottobre metterà in luce dettagli critici sulla nomina di Giuli, ponendo interrogativi sui criteri che hanno guidato la sua scelta come ministro. “Mostreremo cosa ha fatto in passato, come ha gestito il Maxxi e il suo ruolo in questo nuovo caso”, ha dichiarato Ranucci.

Nel mirino dell’inchiesta ci sarebbero anche le modalità di gestione della mostra dedicata al Futurismo, prevista per il 2 dicembre alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Annunciata con grande clamore, la mostra è stata oggetto di polemiche riguardanti curatela e budget, con alcune chat di colonnelli di Fratelli d’Italia che sarebbero emerse durante le indagini.

Secondo i dati anticipati da Report, ci sarebbe un calo significativo negli incassi del Maxxi: nel 2022, i biglietti venduti ammontavano a 2,5 milioni, mentre nel 2023 si è scesi a 1,9 milioni. Anche le sponsorizzazioni hanno registrato un crollo, passando da 1,2 milioni a 600mila euro durante la presidenza di Giuli. “Al mio insediamento, ho trovato una programmazione già avviata e l’ho portata a termine”, ha risposto Giuli, difendendo il suo operato.

Il quotidiano Domani ha sollevato la questione di una “nuova parentopoli” all’interno di FdI, accendendo i riflettori su un finanziamento di due milioni di euro destinato alla One More Pictures, società collegata a Manuela Cacciamani, Ad di Cinecittà. Il Mimit ha smentito queste affermazioni, annunciando una querela. A quanto pare, dal Museo delle Arti del XII secolo sarebbero stati destinati circa 290mila euro per il programma Connessioni Culturali, definito da Cacciamani come l’unico rapporto di collaborazione con la Fondazione Maxxi.

Intanto, la strategia di Fratelli d’Italia è quella di evitare polemiche e voci infondate su una possibile precarietà del mandato di Giuli. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, ha negato qualsiasi conflitto con il ministro, sottolineando la sua lunga conoscenza e stima personale per Giuli. Fazzolari ha confermato il pieno sostegno alla sua figura, evidenziando l’impegno del governo a portare avanti il programma del centrodestra nel settore culturale.

Il clima rimane teso e le incertezze si moltiplicano, mentre i protagonisti della vicenda si preparano per una nuova settimana di dibattiti e possibili rivelazioni.

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