Arrestati due turchi armati a Viterbo prima di Santa Rosa

Indagini puntano su collegamenti con criminalità estera

Due cittadini turchi, non presenti nelle banche dati italiane, sono stati fermati e arrestati nel pomeriggio di ieri in un bed & breakfast nel centro di Viterbo, nelle ore che precedevano la tradizionale festa della Macchina di Santa Rosa, a cui hanno partecipato anche il vicepremier Antonio Tajani e il ministro Giuli. Come scrive il comunicato del Ministero dell’Interno, i due uomini, un 40enne e un 22enne, erano sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine a causa di comportamenti giudicati sospetti.

Nel corso della perquisizione, la polizia ha rinvenuto una mitraglietta, una pistola e decine di munizioni. Gli investigatori hanno avviato controlli approfonditi, anche in collaborazione con le autorità turche, analizzando cellulari, strumenti elettronici, abiti e altri oggetti in possesso dei due fermati. Non sono stati trovati esplosivi, ma non si escludeva la possibilità che gli arrestati stessero progettando un’azione durante la festa, secondo quanto riportato dagli ambienti investigativi. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per detenzione illegale di armi.

I due uomini erano arrivati a Viterbo poche ore prima del blitz della polizia e avrebbero dovuto lasciare la città entro una settimana, riferiscono fonti investigative all’Adnkronos. La loro presenza è stata notata grazie alla segnalazione di un cittadino, che ha informato le autorità sui movimenti sospetti. La sindaca Chiara Frontini ha annunciato che il cittadino sarà premiato per il gesto di collaborazione, sottolineando come la comunità abbia risposto con consapevolezza e sostegno alle istituzioni durante l’allerta.

Come scrive il comunicato, le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti dei due arrestati con il boss della criminalità turca Baris Boyun. Nonostante il 40enne fosse già destinatario, nel maggio dello scorso anno, di un mandato di arresto europeo per omicidio, lesioni, minacce, partecipazione a un’associazione per delinquere e traffico di armi, al momento non risultano prove di piani terroristici. La prudenza rimane massima, in quanto gli investigatori valutano la possibilità che i due potessero compiere ulteriori azioni violente.

Le operazioni della polizia hanno permesso di garantire il normale svolgimento della festa. La sindaca Frontini ha confermato che le celebrazioni non subiranno variazioni: la messa solenne si terrà regolarmente alle 10.30 al santuario di Santa Rosa e la fiera in città ha aperto regolarmente dalle 7. La prima cittadina ha sottolineato come le misure di sicurezza rafforzate abbiano consentito il trasporto della Macchina senza creare panico tra i cittadini e i turisti presenti.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso su Facebook il proprio apprezzamento per l’operazione delle Forze dell’Ordine e per l’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, definendolo decisivo per la sicurezza dell’evento. Anche il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato il ruolo cruciale delle autorità locali e nazionali nel garantire la tranquillità della manifestazione, condannando al contempo le campagne d’odio e i linguaggi violenti che minacciano la convivenza civile.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha evidenziato l’efficienza e la rapidità dell’azione della polizia, che in poche ore ha individuato e fermato due soggetti considerati pericolosi, adattando il dispositivo di sicurezza senza generare allarmismo tra la popolazione. Come scrive il comunicato del Ministero dell’Interno, l’episodio rappresenta una conferma della capacità delle Forze di polizia di proteggere eventi di rilievo nazionale e internazionale.

Il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha commentato l’operazione definendola un “eccellente lavoro della Polizia di Stato”. Ha espresso riconoscenza verso il prefetto, il questore, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine e il ministro Piantedosi, sottolineando la professionalità e la dedizione quotidiana necessarie a garantire che momenti di fede e celebrazioni tradizionali si svolgano in piena sicurezza. Prisco ha rimarcato come l’episodio, pur inquietante, dimostri l’efficacia delle attività preventive e investigative e la capacità di coordinamento tra istituzioni e Viminale.

Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire eventuali ulteriori collegamenti dei due cittadini turchi con organizzazioni criminali estere e per completare il quadro investigativo. Intanto, la città di Viterbo ha potuto vivere la festa della Macchina di Santa Rosa in sicurezza, con una risposta rapida ed efficace delle autorità che ha confermato il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni.

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