Monte Bianco, crolla seracco: muore alpinista italiano 40enne

Illeso il compagno, travolti sul versante francese del Tacul

Tragedia sul Monte Bianco. Un alpinista italiano di circa 40 anni, originario della Lombardia, è morto dopo essere stato travolto da un seracco, un imponente blocco di ghiaccio staccatosi improvvisamente dal versante francese del Mont Blanc du Tacul. L’incidente è avvenuto nella mattinata di ieri, attorno alle ore 6, a un’altitudine dove il rischio di distacchi improvvisi di ghiaccio resta particolarmente elevato durante l’estate. Secondo quanto riferito dai media locali e confermato dal PGHM (Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne) di Chamonix, l’alpinista era in cordata con un altro connazionale, rimasto miracolosamente illeso. I due stavano affrontando la salita lungo il versante nord del Tacul, una via frequentata ma tecnicamente impegnativa, nota per i frequenti crolli di seracchi, soprattutto nelle prime ore della giornata quando il sole comincia a scaldare le pareti glaciali.

Il distacco del blocco di ghiaccio è stato improvviso e devastante. L’alpinista deceduto è stato colpito in pieno, senza avere il tempo di reagire. L’amico, che si trovava leggermente più a valle, è riuscito a evitarlo ed è stato lui stesso a dare l’allarme. I soccorsi sono arrivati rapidamente in elicottero dal vicino centro di Chamonix, ma per l’alpinista travolto non c’era ormai nulla da fare. Il corpo è stato recuperato e trasportato a valle, mentre l’altro alpinista è stato assistito psicologicamente e accompagnato in sicurezza. Le autorità francesi hanno aperto un’inchiesta per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e valutare le condizioni del ghiacciaio nei giorni precedenti il crollo.

La zona del Mont Blanc du Tacul è particolarmente pericolosa in estate, a causa dell’aumento delle temperature che indebolisce le strutture glaciali. Proprio nelle ultime settimane, le guide alpine avevano più volte lanciato l’allarme sulle condizioni precarie dei ghiacciai dell’area, raccomandando la massima prudenza e l’eventuale rinuncia a salite troppo esposte in certi orari. La tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza in alta quota e sull’impatto sempre più evidente dei cambiamenti climatici nella montagna più alta d’Europa.

(Lcr/Adnkronos)

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