Il saluto dei fan al Teatro delle Vittorie a Roma
Applausi, commozione e musica hanno accompagnato l’uscita del feretro di Pippo Baudo dal Teatro delle Vittorie di Roma. Dopo la camera ardente allestita nella storica sede Rai, chiusa al pubblico alle 12 di oggi, il carro funebre ha lasciato il teatro tra gli applausi dei fan e dei volti noti accorsi per un ultimo saluto al grande conduttore. Una folla silenziosa ma affettuosa ha sfidato il caldo per onorare un’icona della televisione italiana. Sulla bara, un cuscino di rose rosse con al centro una rosa blu. A benedire il feretro è stato padre Albino Marinolli, della parrocchia di Cristo Re, il viaggio verso Militello in Val di Catania, città natale di Baudo, è iniziato nel primo pomeriggio. I funerali si terranno domani alle ore 16.
Tanti i personaggi del mondo dello spettacolo presenti, tra cui Amadeus, che ha proposto di intitolare a Baudo il Teatro delle Vittorie: “Sta a noi ricordarlo sempre”. Piero Chiambretti ha ricordato il carattere rivoluzionario del conduttore: “Ha inventato la televisione, non era un conservatore”. Per lui, come per altri colleghi, non esistono eredi di Pippo Baudo, figura irripetibile.
Anche Michele Placido ha voluto omaggiarlo: “Mi chiamò a gennaio per parlare di un progetto su Verga. Ricorderò sempre la sua tenerezza”. Ambra Angiolini, visibilmente commossa, ha detto: “Mi ha rimessa in carreggiata in un momento difficile. Era un uomo gentile”.
Marco Masini ha ringraziato Pippo per avergli dato la possibilità di portare sul palco “Vaffanculo”, una canzone simbolo della sua carriera. Giorgio Panariello, invece, lo ha definito “il santo patrono del varietà”, auspicando che la sua scomparsa serva a rilanciare un genere ormai in crisi. E, con affetto e patriottismo, indica Carlo Conti come suo possibile successore.
Il saluto a Pippo Baudo è stato più di un commiato, un abbraccio collettivo a un uomo che ha accompagnato generazioni di italiani con classe, ironia e passione per lo spettacolo.
(Lul/Adnkronos)
