La linea difensiva rimane strategica per resistere a Mosca
La cosiddetta “cintura fortificata” del Donetsk è una linea difensiva urbana che l’Ucraina controlla e che si estende lungo circa 50 km da nord a sud: da Slovyansk e Kramatorsk fino a Druzhkivka, Oleksiievo‑Druzhkivka e Kostiantynivka, lungo l’autostrada H‑20 tra Kostyantynivka e Slovyansk, in cui prima del conflitto vivevano oltre 380.000 persone. Questa linea è stata rafforzata dagli ucraini sin dal 2014 ed è tuttora cruciale per contrastare gli assalti russi. Cederla significherebbe non solo privarsi di fondamentali posizioni difensive, ma anche infliggere un durissimo colpo alla base industriale e logistica ucraina nella regione, secondo il think tank americano Institute for the Study of War (ISW).
-
Salvaguardia della difesa
La cintura fortificata impedisce una rapida avanzata russa verso ovest. Conquistarla richiederebbe a Mosca una lunga campagna militare con costi estremamente elevati — operazione che, secondo ISW, potrebbe durare anni. -
Valore strategico e logistica
Slovyansk e Kramatorsk fungono da hub logistici essenziali. Perderli graverebbe sui movimenti e sulle difese ucraine, mentre rafforzerebbe notevolmente le posizioni russe. -
Rischi di reazione russa
Consentire a Mosca di occupare la cintura creerebbe basi avanzate troppo vicine a regioni militari rilevanti come Kharkiv o Dnipro, e richiederebbe per Kiev una nuova linea difensiva, in territori aperti e poco protetti come quelli oltre l’Oskil o il Siverskyi Donets.
Secondo gli analisti, consegnare la cintura fortificata significherebbe rinunciare a una linea difensiva che ha tenuto per oltre un decennio. Il ritiro ucraino creerebbe le condizioni ideali per Russia: avanzare senza una guerra totale e sanguinosa, e usare le infrastrutture ucraine recuperate per rafforzare il proprio apparato militare e produttivo. Inoltre, la linea difensiva amministrativa più a ovest non offre alcuna garanzia: ha pochi insediamenti, ampi terreni scoperti e ostacoli naturali inefficaci, dunque non costituisce una valida alternativa difensiva. Servirebbe un contingente internazionale massiccio e infrastrutture nuove, possibili solo con una tregua stabile e duratura.
Un ritiro senza un cessate il fuoco duraturo espone le truppe ucraine a concentrazione, vulnerabili a droni, artiglieria o attacchi aerei russi. Senza la cintura fortificata, perderebbero posizioni strategiche anche verso Kharkiv, aprendo il fianco a una nuova offensiva regionale. Mentre Putin chiede in cambio della pace la resa dell’intera regione del Donetsk, incluso il corridoio fortificato, il presidente Zelensky ribadisce che non ci saranno concessioni territoriali: la costituzione ucraina lo vieta, e perdere tali posizioni significherebbe scomparire militarmente e industrialmente e anche leader europei si oppongono fermamente a qualsiasi cessione, riconoscendo l’importanza strategica del Donetsk.
(Sip/Adnkronos)
