Tir invade corsia sull’A1, strage su ambulanza: 3 morti

Scontro devastante tra Arezzo e Valdarno, 18 i feriti

Tragico incidente sull’autostrada A1 Milano-Napoli, nel tratto compreso tra i caselli di Arezzo e Valdarno, dove un tir ha oltrepassato lo spartitraffico finendo nella corsia opposta e provocando uno scontro multiplo che ha coinvolto un secondo tir, diverse auto, un caravan e un’ambulanza della Misericordia. Tre le vittime accertate, tutte a bordo dell’ambulanza, e diciotto i feriti, uno dei quali in condizioni gravissime.

Lo schianto è avvenuto nella mattinata di lunedì 4 agosto, poco prima delle ore 9, all’altezza del km 339, nei pressi dello stabilimento Prada, lungo il tratto valdarnese dell’autostrada. Il mezzo pesante, che risulterebbe appartenere a una ditta con sede a Trevi, viaggiava in direzione sud quando, per cause da chiarire, ha perso il controllo, sfondando il new jersey centrale e impattando frontalmente con i veicoli provenienti dalla carreggiata opposta.

Tra i mezzi colpiti c’era un’ambulanza in servizio, con a bordo due soccorritori della Misericordia del Valdarno e un paziente. L’urto, estremamente violento, ha distrutto la parte posteriore dell’ambulanza, dove si trovavano i due operatori sanitari. Tutti e tre gli occupanti sono deceduti.

Le vittime sono Gianni Trappolini, 56 anni, dipendente della Misericordia ed ex volontario di lungo corso, Giulia Santoni, 23 anni, volontaria e studentessa in infermieristica, e il paziente che stava venendo trasportato. Il conducente del mezzo di soccorso è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato d’urgenza.

L’impatto ha dato origine a un tamponamento a catena che ha coinvolto un secondo tir, un caravan e numerose automobili. Il bilancio complessivo è di diciotto feriti, uno dei quali in codice rosso, quattro in codice giallo e almeno tredici in codice verde. I soccorsi, attivati con il protocollo di maxiemergenza sanitaria, sono stati tempestivi e hanno visto il dispiegamento di mezzi del 118, ambulanze, automediche, Vigili del Fuoco, elicotteri Pegaso 1 e Pegaso 3, oltre alle forze dell’ordine.

Il conducente del tir che ha causato lo schianto è stato estratto vivo, ma in condizioni estremamente critiche, dalle lamiere del veicolo accartocciato. L’uomo, attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Careggi di Firenze, sarebbe originario dell’Umbria e impiegato presso una ditta di Trevi.

A seguito dell’incidente, Autostrade per l’Italia ha disposto la chiusura totale del tratto autostradale, in entrambe le direzioni, tra i caselli di Arezzo e Valdarno. Per chi era diretto a nord è stata prevista l’uscita obbligatoria ad Arezzo; per chi viaggiava a sud, a Valdarno. Per le deviazioni, è stato consigliato l’utilizzo della Siena-Bettolle SS326 e del raccordo verso Firenze Impruneta per rientrare rispettivamente a Valdarno e Valdichiana.

La Polizia Stradale ha avviato i rilievi sul posto per determinare l’esatta dinamica dello scontro. Le prime testimonianze raccolte da automobilisti in transito riferiscono di un comportamento anomalo del tir, che avrebbe iniziato a sbandare già prima di invadere la corsia opposta. Diverse chiamate di emergenza al 112 sono arrivate proprio nei momenti precedenti allo schianto.

Commozione e dolore hanno colpito le comunità locali. Gianni Trappolini, molto noto a Terranuova Bracciolini, era legato anche all’ex parlamentare Stefano Mugnai ed era considerato una figura storica del volontariato. Giulia Santoni era invece conosciuta tra i giovani per l’impegno nel sociale e la scelta di dedicarsi alla carriera infermieristica. La Misericordia del Valdarno ha espresso cordoglio e profondo lutto per la perdita di due suoi membri stimati.

Le operazioni di rimozione dei mezzi incidentati e di messa in sicurezza della carreggiata si sono protratte per ore. Lunghe code e disagi si sono formati in entrambe le direzioni dell’autostrada, con automobilisti rimasti fermi per gran parte della giornata, in attesa della riapertura del tratto interessato.

Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Arezzo ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio stradale plurimo, al momento contro ignoti. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi, tra cui un improvviso malore del conducente del tir o un guasto meccanico, benché al momento non vi siano conferme ufficiali.

Il tratto autostradale tra Arezzo e Valdarno non è nuovo a incidenti, ma raramente si erano verificati sinistri con conseguenze così gravi. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza della rete autostradale e sulla necessità di interventi strutturali per prevenire il rischio di attraversamento delle barriere centrali da parte dei mezzi pesanti.

L’inchiesta ora punta a chiarire eventuali responsabilità, omissioni o malfunzionamenti che possano aver contribuito alla tragedia. Intanto, le comunità di Arezzo, del Valdarno e dell’Umbria si stringono intorno ai familiari delle vittime, colpite da una perdita tanto improvvisa quanto devastante.

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