Ucraina Russia, Viktor Orban: “La guerra finirà nel 2025”
Ucraina Russia – Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha dichiarato che il conflitto in Ucraina si concluderà nel 2025, sia con un accordo di pace che con il crollo di uno dei due belligeranti. In un’intervista al quotidiano Magyar Nemzet, Orban ha espresso il suo pessimismo circa l’attuale andamento della guerra, definendola una catastrofe costosa per l’Europa. “Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno investito circa 300 miliardi di euro nella guerra fino ad oggi”, ha detto, evidenziando come tali somme avrebbero potuto essere utilizzate per migliorare significativamente la qualità della vita in tutto il continente.
Orban ha sottolineato che quei fondi avrebbero potuto promuovere uno sviluppo rapido nei Balcani, ridurre drasticamente la migrazione e potenziare la difesa europea. Invece, ha accusato, sono stati sprecati in un conflitto che ha solo amplificato distruzione e sofferenze umane. “La guerra ha portato morte e miseria – ha detto – senza portare vantaggi tangibili a nessuna delle parti coinvolte”.
Secondo il leader ungherese, gli effetti negativi del conflitto non si limitano al danno immediato ma pesano anche sulle prospettive future del Vecchio Continente. “La crisi economica e sociale che ha colpito l’Europa in questi anni è in gran parte il risultato delle decisioni politiche adottate in risposta alla guerra in Ucraina”, ha affermato Orban, che ha criticato le politiche occidentali come dispendiose e prive di una visione di lungo termine.
Orban ha evidenziato inoltre come la guerra abbia provocato un ulteriore allontanamento dell’Europa dall’obiettivo di una difesa comune e di una cooperazione politica più solida. “Invece di unire le forze, l’Europa si sta spezzando sotto il peso di questa crisi. Le divisioni interne stanno crescendo e la solidarietà che abbiamo visto in altre occasioni sembra un lontano ricordo”, ha osservato, suggerendo che un conflitto prolungato potrebbe accelerare la disintegrazione dell’Unione.
Il premier ha messo in guardia contro un futuro incerto se non si riesce a trovare una strada per la pace. “Il 2025 sarà l’anno della svolta. Questa guerra potrebbe finire con un accordo, ma se uno dei due contendenti non crolla, non penso che si possa evitare una lunga e dolorosa impasse”, ha detto Orban, suggerendo che un’ulteriore escalation del conflitto potrebbe portare a conseguenze devastanti.
Le parole del leader ungherese risuonano come un monito a chi in Europa continua a finanziare il conflitto, con la speranza di determinare un cambiamento militare. Orban ha messo in discussione l’efficacia di tali sforzi, sostenendo che “i 300 miliardi di euro spesi finora potrebbero essere stati meglio utilizzati per costruire un futuro sostenibile piuttosto che alimentare una guerra senza fine”.
Inoltre, ha denunciato le politiche che spingono per ulteriori forniture di armi e assistenza militare, avvertendo che queste non solo prolungano il conflitto, ma possono indebolire l’unità europea e rendere più probabile una guerra più ampia. “È come se non si volesse imparare la lezione dagli errori del passato”, ha detto, riferendosi alle guerre balcaniche degli anni ’90 e alle crisi politiche che l’Europa ha cercato di superare in modo più armonioso.
Orban ha fatto notare che l’Ucraina potrebbe beneficiare di un accordo di pace rapido e che un accordo del genere sarebbe cruciale per il ritorno alla stabilità regionale e continentale. Tuttavia, ha anche espresso dubbi sulla capacità dell’Europa e degli Stati Uniti di gestire una transizione pacifica. “In assenza di un vero sforzo diplomatico, questa guerra potrebbe protrarsi ben oltre il 2025”, ha avvertito, suggerendo che un’Europa più forte e più unita avrebbe bisogno di un approccio più lungimirante al conflitto e alle sue conseguenze.
Il leader ungherese ha anche espresso preoccupazioni per le conseguenze a lungo termine della guerra, incluse le prospettive economiche per l’Europa e il potenziale di un disordine politico più ampio. “L’Europa è in procinto di una crisi che potrebbe essere paragonata a quella vissuta negli anni ’30 o ’40 del secolo scorso”, ha dichiarato, mettendo in evidenza come la guerra in Ucraina stia provocando cambiamenti dirompenti in tutta l’UE.
Secondo Orban, l’Unione Europea dovrebbe investire energie e risorse nella costruzione di una difesa comune e nel rafforzamento delle relazioni economiche e politiche con i vicini orientali, piuttosto che continuare a promuovere uno scontro che sta minando il futuro del continente. “Ciò che stiamo facendo non sta portando benefici – ha detto – ma sta distruggendo il futuro dell’Europa come la conosciamo oggi”.
Le parole di Orban non sono solo un giudizio su come l’Europa gestisce la crisi ucraina, ma un appello a prendere in considerazione un futuro differente, lontano da un conflitto perpetuo e verso un impegno costruttivo per la pace e la prosperità del continente.
